Elezioni, Salvini: «No ad accordi con altri partiti, lavoriamo al programma»

Salvini

Il leader della Lega precisa: «No ad accordi organici con altri partiti, lavoriamo al programma. Centro-destra deve governare il Paese».

Le elezioni politiche del 4 marzo hanno segnato un momento di rottura rispetto al passato. Gli elettori hanno premiato il Movimento 5 Stelle (oltre il 32%) e la Lega di Matteo Salvini che, con il suo 17,37% di voti, si è imposto come primo partito del centro-destra, superando la stessa Forza Italia (ferma al 14%). Il centro-sinistra deve invece fare i conti con il tracollo del PD, sceso ai minimi storici, e con la cattiva prestazione di LeU, che deve accontentarsi del 3,39%.

In questa situazione, i leader degli schieramenti vincitori hanno iniziato a lavorare in vista delle consultazioni con il Presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo. Matteo Salvini, in particolare, reclama per il centro-destra la guida del Paese. «Siamo la prima coalizione, siamo il primo partito della coalizione e (gli elettori) non ci hanno chiesto di stare alla finestra a guardare cosa succede», si legge su TgCom 24. Da escludere quindi, secondo il leader del Carroccio, che l’incarico per la formazione del nuovo esecutivo venga conferito al Movimento 5 Stelle.

Né i 5 Stelle né la coalizione di centro-destra, tuttavia, hanno una solida maggioranza parlamentare che gli consenta di governare. Da qui la necessità di aprire agli altri partiti e di cercare un accordo che renda possibile la formazione del nuovo esecutivo. Sul punto Salvini si mostra pragmatico: «Non penso ad accordi con i partiti, come ho detto già. Stiamo lavorando al programma che offriremo ai parlamentari, al Parlamento. Su alcuni punti vedremo chi ci dà una mano a portarli avanti e chi invece dice di no a prescindere. Quindi niente accordi organici né col Pd né coi Cinquestelle né con la Boldrini». In altre parole, il centro-destra non cerca alleati di governo ma un sostegno su specifici punti programmatici.

Il primo banco di prova per capire i nuovi, delicati equilibri politici sarà l’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento: «Ci sono i presidenti di Camera e Senato da eleggere e noi avremo le nostre proposte: vedremo chi ci sta», conclude Salvini.

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Redazione La Clessidra

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