Quando Salvini annunciava: «via la Bossi-Fini. Occorre un nuovo testo unico su immigrazione»

In campagna elettorale, il leader della Lega prometteva un nuovo testo unico sull’immigrazione che sostituisse la legge Bossi-Fini. A un anno dalla formazione del governo, non c’è traccia della nuova normativa.

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AGGIORNAMENTO DEL 01/06/2019

A un anno esatto dalla formazione del governo gialloverde non c’è traccia del nuovo testo unico sull’immigrazione promesso da Matteo Salvini in campagna elettorale. Le politiche attuate dal ministro dell’Interno – in particolare il decreto Sicurezza, la criminalizzazione delle ONG e il mantra dei porti chiusi – hanno portato a un giro di vite, senza che però sia stato fatto qualcosa di costruttivo per affrontare realmente il fenomeno. Il calo degli sbarchi è in linea con il trend avviato dal suo predecessore, Marco Minniti. Il numero di espulsioni, al contrario, è inferiore rispetto a quello del 2018 e ben lontano dai 100 mila rimpatri all’anno annunciati ai propri elettori. A livello comunitario, inoltre, l’Italia non è riuscita a imporsi, limitandosi a ottenere un accordo che prevede la redistribuzione dei migranti su base puramente volontaria.

Alla luce di queste considerazioni, possiamo dire che quelle attuate finora siano state politiche di facciata, efficaci forse nel breve periodo per ottenere consenso ma incapaci di funzionare nel medio-lungo periodo. Pertanto, consideriamo la promessa in questione non rispettata.

ARTICOLO ORIGINALE

La Bossi-Fini? Va smontata. È perentorio il segretario della Lega Matteo Salvini nel corso dell’intervista a Kronos su Rai Due e ripresa da Il Giornale. L’emergenza immigrazione, afferma, va gestita in modo totalmente nuovo: «Ci vuole un testo unico sull’immigrazione che va copiato dagli altri Paesi. Se vado al governo farò accordi con i Paesi di provenienza, anche per rimpatriare quei 20 mila che sono nelle nostre carceri e costano miliardi allo Stato».

Sotto accusa anche i “signori dell’immigrazione”, ovvero chi ha fatto degli immigrati un vero e proprio business. «Qualcuno ci sta guadagnando miliardi di euro. Ci sono fior fiori di cooperative. Io inizio a rimandare a casa migliaia di delinquenti che ci sono in Italia», ha dichiarato. E sulle espulsioni garantisce: «I pronto soccorso sono pieni di questa gente. E quello che ha stuprato una donna di 75 anni al centro di Roma aveva cinque decreti di espulsione. In Australia li riaccompagnano con l’aereo. Sono stufo che gli italiani paghino per gente che non fa nulla dalla mattina alla sera».

PROMESSA NON RISPETTATA

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Redazione La Clessidra

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