Semplificazione: sono 400 le leggi nel mirino del Movimento 5 Stelle

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Spesometro, redditometro e studi di settore tra le 400 leggi che i 5 Stelle vogliono abolire per semplificare il Paese.

Semplificazione. Questa la parola d’ordine del Movimento 5 Stelle su legislazione, burocrazia e rapporti tra Stato e cittadini. In tal senso deve essere inteso il sito internet www.leggidaabolire.it, creato dal Movimento 5 Stelle, contenente 400 leggi da abolire nei primi giorni di governo.

«Dopo cinque anni dal mio ingresso al Parlamento», si legge su Repubblica, «ho capito che abbiamo bisogno non di aggiungere ma di togliere le leggi per aiutare le famiglie. Oggi in Italia gli onesti restano imbrigliati nella burocrazia mentre i disonesti si muovono benissimo. È inutile continuare a tartassare chi le tasse già le paga e continuare a favorire chi invece evade il fisco. Nel nostro Paese ci sono 187mila leggi, più le leggi regionali, le norme europee, i regolamenti… E sul cittadino piove mediamente una nuova norma al giorno».

Tra i provvedimenti più criticati spesometro, split payment, redditometro e studi di settore. «Lo spesometro va abolito, ha solo complicato le cose per gli imprenditori e non serve a nulla». Quanto al redditometro, per Di Maio «lo Stato lo ha creato ma non lo usa, però lo lascia lì». E sulla abolizione degli studi di settore aggiunge: «è semplificando che si aumenta il gettito fiscale e si riduce la pressione fiscale perché si riducono i costi per gli adempimenti burocratici, che ammontano a 30 miliardi l’anno per le pmi, e a 130 giorni l’anno in termini di tempo».

L’eccesso di burocrazia, spiega Davide Casaleggio, ha un impatto negativo sul Pil: «si traduce – spiega – nel 2 per cento stimato di impatto sul pil in termini di inefficienza, che tramite questo progetto e altri che porteremo avanti riusciremo a diminuire». L’obiettivo, dunque, è semplificare per garantire più efficienza alla macchina pubblica, far ripartire l’economia e tutelare il cittadino: «Con questo progetto di 400 leggi da abolire – conclude Di Maio – invertiamo l’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria».

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

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Daniele

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