Caso Fincantieri-Stx, Calenda e Pinotti: «L’Italia non arretra di un millimetro»

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È scontro aperto tra governo italiano e francese sul caso Fincantieri-Stx.

«Non c’è verso che noi accettiamo il 50%, ovvero meno di quello che avevano i coreani. È una questione di rispetto e dignità, non ci muoviamo di un millimetro». Queste le parole pronunciate dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in riferimento al caso Fincantieri-Stx. Nel corso dell’incontro organizzato da Forza Europa, Calenda ha bocciato la proposta di nazionalizzare Telecom in risposta alla presa di posizione francese: «Non si risponde nazionalizzando la Telecom, perché ad una fesseria non si risponde con una fesseria più grossa». E ha poi aggiunto: «La Francia deve capire che nazionalizzare è sbagliato». Posizioni simili sono state espresse anche dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, secondo la quale «non è accettabile che ci possa essere una maggioranza coreana al 66% e non una maggioranza italiana. Su questo non ci muoveremo di un millimetro ma speriamo invece che, aprendo anche a un ragionamento più approfondito sulla parte militare, possa esserci un accordo complessivo».

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L’italiana Fincantieri si era aggiudicata all’asta l’azienda di cantieri navali Stx. Nel luglio 2017, tuttavia, il governo francese (su spinta del presidente Emmanuel Macron) ha esercitato il diritto di prelazione sulla società, decidendo di procedere alla sua nazionalizzazione. Immediata la reazione dell’esecutivo italiano. In una nota congiunta, Calenda e Padoan hanno accusato la Francia di essere venuta meno ad accordi già stipulati fra i due Paesi, aggiungendo che «nazionalismo e protezionismo non sono basi accettabili su cui regolare i rapporti tra due grandi Paesi europei. Per realizzare progetti condivisi servono fiducia e rispetto reciproco».

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Daniele

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