Berlusconi: «Aboliremo le unioni civili per tutelare la famiglia tradizionale»

unioni civili

Per Silvio Berlusconi la famiglia è composta da uomo e donna: «Occorre tutelare i diritti delle coppie omosessuali ma al di fuori dell’istituto familiare».

Sulle unioni civili occorre fare un passo indietro. Questa, in sintesi, la posizione di Forza Italia espressa da Silvio Berlusconi ai microfoni di Radio Lombardia, lo scorso 12 febbraio. Secondo il Cavaliere, l’abolizione della cosiddetta legge Cirinnà non significherebbe tornare alla situazione precedente. Occorre garantire «massimo rispetto per i diritti di tutti», ha spiegato, ma «la famiglia è una cosa diversa: è l‘unione tra un uomo e una donna orientata a fare figli». Ed è per questo che, specie in un momento di crisi demografica, «deve essere tutelata dallo Stato».

Posizioni analoghe sono espresse anche dal forzista Lucio Malan, secondo il quale l’abolizione della legge sulle unioni civili «rispecchia ciò che pensa la maggioranza degli italiani: nessuna discriminazione, riconoscimento di ragionevoli prerogative alle coppie non sposate anche dello stesso sesso, ma niente equiparazione alla famiglia». I rischi, fa sapere, sono «adozioni per le coppie dello stesso sesso, con il suo seguito di bambini sottratti ai veri genitori, utero in affitto, ragazze sfruttate per i loro ovociti, con rischio per la loro salute».

Immediata la reazione di Arcigay, secondo la quale con questa mossa Fi rischia di perdere milioni di voti. Non si è fatta attendere neanche la reazione del centro-sinistra. Monica Cirinnà, prima firmataria del provvedimento, è laconica: «Ormai è chiaro che il centrodestra vuole far fare un salto nel passato all’Italia», ha dichiarato. Oltre ad essere incostituzionale, secondo l’ex ministro l’abolizione delle unioni civili «andrebbe contro i richiami della Corte di Strasburgo e sancirebbe anche una pericolosa regressione culturale».

Per Tommaso Cerno (Pd) tornare indietro sulle unioni civili sarebbe come «pensare di voler abolire il divorzio». Gli fa seguito Silvia Fregolent, che attacca: «altro che Forza Italia partito dei moderati in grado di contrastare le parole in libertà di Salvini e Meloni. Oggi sui diritti civili, ieri sulla sicurezza, l’altro ieri sui migranti, ci troviamo di fronte al concreto rischio di un Paese a rischio regressione etica e morale».Per Benedetto Della Vedova (+Europa), la dichiarazione di Berlusconi segna la subalternità del Cavaliere a Salvini: «si completa la salvinizzazione reazionaria di Forza Italia. Della rivoluzione liberale – conclude – non resta più nulla».

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Redazione La Clessidra

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