Elezioni 2018, Renzi ai 5 Stelle: «Nessun dialogo con gli estremisti»

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Sulla stessa linea anche il segretario reggente Martina: «Impossibile il confronto». È scontro con Franceschini, Orlando ed Emiliano.

Una alleanza Pd-Movimento 5 Stelle dopo le elezioni? Per Matteo Renzi è fuori discussione. «È un dibattito inutile», spiegava già il primo febbraio a Porta a Porta l’ormai ex segretario democratico. «Noi con gli estremisti non andremo mai». Posizione, questa, ribadita anche alcune settimane più tardi: «Il M5S governerà se ha i numeri, il Pd non glieli dà. Ritengo Di Maio incompetente – ha aggiunto – e le loro idee non mi convincono. Il Partito Democratico farà opposizione».

Anche all’indomani del deludente esito elettorale la linea non è cambiata. Il 5 marzo, commentando il risultato nella sede del Pd, Renzi ha ribadito: «Mi sento garante di un impegno morale, politico e culturale: abbiamo detto in campagna elettorale no al governo con gli estremisti e degli estremisti, non abbiamo cambiato idea in 48 ore. Il nostro posto – ha proseguito – è all’opposizione. Lì ci hanno chiesto di stare i cittadini e lì staremo. Il Pd non diventerà la stampella delle forze anti-sistema».

Nonostante le tensioni interne con chi – come Franceschini e gli sfidanti alle primarie, Orlando ed Emiliano – vorrebbe un dialogo con il partito guidato da Di Maio per non lasciare il Paese in mano alla Lega, a prevalere sembra essere stata la linea renziana. Mentre si stanno per concludere le consultazioni al Quirinale, infatti, il Pd sembra fermo sulla propria posizione. «Leggo che il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli ritiene il Pd “responsabile del fallimento delle politiche di questi anni”», ha affermato il segretario reggente Maurizio Martina. «È chiaro che queste parole dimostrano l’impossibilità di un confronto con noi. Finiscano i tatticismo esasperati, con la logica ambigua dei due forni come se non contassero nulla i programmi e la coerenza ideale, e dicano chiaro se sono in grado di assumersi una qualche responsabilità verso il Paese».

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Daniele

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