Legge di stabilità: il governo potenzia gli strumenti di contrasto alla povertà

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La legge di stabilità per il 2018 potenzia le misure contro la povertà. L’Alleanza contro la povertà in Italia avverte: «Bene l’impegno, ma i fondi non sono sufficienti».

Lo scorso settembre, al termine della sua visita nel centro Caritas di via Casilina a Roma, il premier Paolo Gentiloni aveva affermato che la nuova legge di stabilità avrebbe rafforzato ulteriormente gli strumenti di lotta alla povertà.

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Così è stato: come riportato dal Fatto Quotidiano, l’articolo 25 della legge approvata in via definitiva dal Senato il 23 dicembre è dedicato interamente alle “disposizioni in materia di potenziamento del contrasto alla povertà”. Tra le altre cose, l’articolo prevede il potenziamento della quota per il fondo Povertà, che passa dagli attuali 262 milioni a 297 milioni per il 2018 e dagli attuali 277 milioni a 347 milioni nel 2019, per arrivare a 352 nel 2020. Il provvedimento attribuisce poi al Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale il compito di individuare le finalità a cui destinare lo stanziamento, nello stesso fondo, di ulteriori 235 milioni di euro all’anno nel 2020 (che passeranno a 263 milioni dal 2021). A ciò si affianca quanto già previsto dal reddito di inclusione (Rei). Il provvedimento iniziale prevedeva un importo massimo di 485 euro al mese per le famiglie con 5 o più membri. La legge di stabilità, invece, lo fa aumentare a un massimo di 540 euro. Ampliata anche la platea dei potenziali beneficiari, che passa da 100,1 mila a 106 mila famiglie.

Nonostante il potenziamento, comunque, l’Alleanza contro la povertà in Italia ha sottolineato come tali misure non siano sufficienti ad affrontare in maniera sistematica la questione. «Va dato atto a governo e Parlamento di avere conseguito un risultato importante», hanno fatto sapere dall’Alleanza, «Ma riceveranno il Rei 1,8 milioni di individui, cioè il 38% del totale. Pertanto, il 62% dei poveri ne rimarrà escluso».

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Redazione La Clessidra

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