Consultazioni, Calenda: «In caso di alleanza con il M5S lascio il Pd»

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Iscrittosi al Pd dopo la sconfitta elettorale, Carlo Calenda minaccia di restituire la tessera in caso di alleanza dei Dem con i 5 Stelle.

Prende sempre più piede l’ipotesi di una convergenza tra Movimento 5 Stelle e Pd in vista della formazione del nuovo esecutivo. Una convergenza che, come ha tenuto a spiegare Luigi Di Maio, non darà vita a una vera e propria alleanza ma solo a un «contratto di governo» su un programma condiviso.

Mentre proseguono i colloqui del presidente della Camera Roberto Fico, che oggi pomeriggio riferirà al Quirinale l’esito della propria attività, i due partiti devono gestire i malumori interni. Non solo nelle rispettive basi elettorali, che in buona parte non hanno gradito l’apertura reciproca dopo una guerra politica durata anni, ma anche negli stessi gruppi dirigenti serpeggia un certo malessere.

In particolare fa discutere, nel Pd, la presa di posizione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che, iscrittosi al partito poco dopo le elezioni del 4 marzo, minaccia di restituire la tessera in caso di alleanza con i 5 Stelle. Già un mese e mezzo fa aveva dichiarato che «se il Pd si allea con il M5s il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici». Ieri la conferma: rispondendo alla domanda di un utente su Twitter, Calenda ha ribadito che «in caso di alleanza» con i 5 Stelle rassegnerà le sue dimissioni dal Pd.

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Redazione La Clessidra

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