Di Maio: «Se il Pd non accetta il contratto di governo si torna a votare»

contratto di governo

Il leader del Movimento 5 Stelle apre al Pd ma precisa: «Se non accetta il contratto di governo si torni al voto. Non ci sono altre ipotesi».

«Dopo 50 giorni il forno della Lega è chiuso, noi abbiamo una dignità». Con queste parole, riprese dal Fatto Quotidiano, Luigi Di Maio annuncia la chiusura del dialogo con il partito guidato da Matteo Salvini e l’apertura al Pd. La Lega, prosegue il capo politico del Movimento 5 Stelle, ha impedito la formazione del nuovo governo: «Per 50 giorni li abbiamo corteggiati. CI hanno fatto perdere molto tempo. Ci sono forze politiche alternative e queste potranno firmare il contratto di governo. Se soddisfacente, i nostri iscritti lo approveranno. Altrimenti, se il gioco non vale la candela, ce ne torneremo a votare».

Concluso senza esito il mandato esplorativo di Maria Elisabetta Casellati, Roberto Fico sembra essere riuscito nell’intento di avvicinare le posizioni di 5 Stelle e Pd. Tanto che lo stesso Di Maio si dice ottimista che «nella prossima settimana possa esserci un esito positivo nella direzione che stiamo seguendo».

Il leader pentstellato sa però che la base difficilmente accetterà una alleanza con il Pd e, quindi, (anche) con Renzi. Da qui la precisazione: quello col Pd sarà un contratto di governo su un programma condiviso, non una alleanza. «Dobbiamo stabilire se siamo d’accordo sul fare le cose per questo Paese: noi non siamo pronti a rinnegare le nostre battaglie storiche», afferma Di Maio. Il Pd, prosegue, deve «prendere atto del risultato del 4 marzo e capire che c’è un problema con la precarietà, con la legge Fornero, con gli insegnanti che fanno mille chilometri per andare a lavorare o sulle grandi opere inutili».

Insomma: il Movimento 5 Stelle, assicura il leader del partito, non ha alcuna intenzione di rinunciare ai propri valori. Se il Pd accetterà questa condizione sarà possibile avviare un confronto; in caso contrario resta lo spettro del ritorno alle urne. «Non c’è ipotesi di un governo tecnico o del presidente», conclude Di Maio. «Io non voglio tornare alle elezioni senza dire ai cittadini che ci abbiamo provato fino alla fine».

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

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Daniele

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