La linea di Renzi: «Sì all’incontro col M5S ma no all’accordo di governo»

accordo di governo

Per Matteo Renzi il Pd non darà il suo sostegno a un governo guidato dal M5S: «si rispetti la volontà popolare».

«Chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Il Pd ha perso, sette italiani su dieci hanno votato M5s o Lega. Non possiamo con un gioco di Palazzo rientrare dalla finestra dopo che abbiamo perso le elezioni. Se sono capaci ci provino Di Maio e Salvini». Con queste parole l’ex segretario del Pd Matteo Renzi ha espresso la propria posizione in merito al possibile accordo di governo tra i Democratici e i 5 Stelle, auspicato dal leader pentastellato dopo l’apparente chiusura del dialogo con la Lega.

Intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, l’ex premier si è detto favorevole all’incontro con Di Maio, ma esclude categoricamente che il Pd possa votare la fiducia a un governo guidato dal Movimento. «È un bene incontrarsi. È un fatto normale», ha dichiarato. Precisando però che «votare la fiducia ad un governo Di Maio no». Del resto l’alleanza di governo si scontra con la dura realtà dei numeri: «Ci sono 52 senatori Pd e per fare il governo bisogna che 48 votino a favore», ha ricordato Renzi, sapendo di poter contare sul supporto dei fedelissimi. «Io non ne conosco uno».

Qualora non si dovesse riuscire a formare l’esecutivo, il Senatore Dem si è detto disponibile a sostenere un progetto riformista volto a modificare la Costituzione e la legge elettorale con l’introduzione del ballottaggio, sulla base del modello francese. Da questo punto di vista, ha continuato Renzi, il Pd sarà collaborativo: «Io dico: “scrivete voi le regole”. Noi saremmo disponibili. Vogliono far partire la Terza Repubblica? Siano capaci di fare una proposta per il Paese»

Durante la campagna elettorale, l’allora segretario Dem aveva escluso ogni possibilità di dialogo con i 5 Stelle all’indomani del voto. Maurizio Martina, divenuto segretario reggente del partito in seguito alle dimissioni di Renzi, sembrava inizialmente intenzionato a proseguire sulla stessa strada. Le vicende degli ultimi giorni, con l’esito negativo del mandato esplorativo conferito a Maria Elisabetta Casellati, hanno però spinto il segretario reggente a cambiare posizione e a mostrarsi disponibile ad un accordo di governo coi 5 Stelle.

Il cambio di linea si è però immediatamente scontrato con le diverse posizioni esistenti all’interno del Pd, con un aspro confronto tra gli oltranzisti e i possibilisti. L’ultima parola, come ha ricordato lo stesso Renzi, spetta alla direzione del partito che si svolgerà il 3 maggio: «Io dico la mia, poi deciderà la direzione, l’assemblea dei parlamentari: il Pd ha perso, non abbiamo paura e ripartiamo da zero».

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Daniele

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