Salvini: «No a governo istituzionale. Alleanza Cdx-M5S o voto»

 

governo istituzionale

In un mare di incertezze, per il segretario del Carroccio sono due i punti fermi: il no a un governo istituzionale e il no all’alleanza con il Pd. E si dice pronto a chiedere il pre-incarico a Mattarella.

Chiusa definitivamente la trattativa M5S-Pd, la politica italiana entra per l’ennesima volta in una fase di stallo. La palla ora, in attesa del discorso di Sergio Mattarella programmato per venerdì, sembra essere tornata in mano al centrodestra e a Matteo Salvini, leader della coalizione dopo l’exploit delle elezioni nazionali e delle regionali in Molise e Friuli Venezia Giulia. A chi parla di governo istituzionale Salvini risponde che «il governo istituzionale è stare tutti insieme per non fare nulla».

L’unica possibilità, afferma, è un governo che parta dal centodestra e dialoghi con il Movimento 5 Stelle. Tanto che il leader del Carroccio si dice disposto a chiedere il pre-incarico al presidente della Repubblica: «Proverò a cercare in Parlamento quella forza per fare le cose che ci chiedono gli italiani», spiega ai giornalisti durante un evento di partito nel bergamasco. «Ci proverò fino all’ultimo, ma partendo dal centrodestra che è la prima coalizione e ha vinto in Molise e Friuli». Subito dopo però precisa: «Non dico Salvini o nessuno, dico che io mi sento pronto per la squadra che abbiamo, il centrodestra. E se mi accorgessi che c’è qualcuno migliore per dare risposte agli italiani, farei anche 18 passi indietro».

La principale colpa di Di Maio, prosegue il leader leghista, sono stati proprio i veti posti sulla presidenza del Consiglio e su Forza Italia. «Per quasi due mesi abbiamo avuto qualcuno che diceva di voler dialogare con tutti ma che il premier lo faceva lui e comandava lui. E ha aperto due forni, ha girato 18 panetterie per piazzare il suo pane. Questo qualcuno ha detto ‘o governo con la Lega o governo con il Pd’. Amico mio, non funziona così».

Ed è proprio con il Pd che Salvini chiude ogni possibilità di dialogo: «Siccome prima delle elezioni ho detto ‘mandiamo a casa la sinistra e il Pd’, mai andrò al governo con la sinistra e il Pd». Il segretario del Carroccio si dice dunque contrario all’ipotesi di un governo di scopo, per cambiare la legge elettorale, avanzata da Matteo Renzi e ripresa dal leghista Giancarlo Giorgetti.

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Daniele

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