Paolo Crepet: «nel paese dei no vax, i governi sono destinati a essere un placebo»

paolo crepet

Lo psichiatra: «in Italia abbiamo un problema culturale, non sappiamo valutare le cose».

 

Chi, tra le tante personalità, può dare una mano per comprendere il comportamento dell’individuo in particolari condizioni è senza dubbio Paolo Crepet, lo psichiatra-sociologo, apprezzato e stimato anche dal grande pubblico. Quando si affrontano temi che riguardano la persona in rapporto alla società, ecco come uno psichiatra navigato e un sociologo attento all’attualità può dare il suo punto di vista sull’impatto di una martellante campagna elettorale che dura ormai 365 giorni all’anno.

In un Paese come il nostro, afflitto da disoccupazione, aziende che arrancano e con una visione del futuro tutt’altro che brillante, quale effetto suscitano nell’individuo le promesse dei politici?

Generalmente il primo problema è dire a chi ti ha dato il voto che non lo puoi fare (mantenere la promessa ndr), il secondo problema è l’effetto, che è devastante da un punto di vista culturale. Dire per esempio “daremo la pensione sociale ai 25enni” ecco io mi rifiuto di pensarlo. A meno che, come in Olanda ed altri Paesi europei, le agenzie per il lavoro funzionino veramente. Si immagini un centro per il lavoro di un paesino che dice ad un disoccupato che gli hanno trovato un lavoro a 200 km di distanza e che se non lo accetta gli tolgono l’assegno, si registrerebbero sparatorie.

Dopo tante promesse non mantenute e occasioni mancate negli anni, come reagiscono i cittadini al continuo promettere dei vari schieramenti politici?

Questa è la politica, ma la colpa non è solo di chi promette. Il problema è anche di chi pensa che quello che il politico promette avverrà. Se comprassi dal concessionario una macchina a 5000 euro credendo che sia nuova, il venditore sarebbe un farabutto, ma io sarei un fesso.

Nella passata campagna elettorale le promesse dei politici sono state innumerevoli, molte delle quali difficilmente potranno essere realizzate; secondo lei gli elettori sono dei romantici sognatori, non si informano bene o veramente credono nell’impossibile?

Prima di tutto non dobbiamo parlare di tutti gli elettori come un unicum. Un elettore che ha un livello di cultura medio-alto non ci casca in queste cose. Se un giovane ha una laurea e un master in comunicazione aziendale, del reddito di cittadinanza se ne frega. Non perchè magari abbia già un lavoro, ma perchè sarebbe propenso a spostarsi a Londra o semplicemnete perchè ha una visione del lavoro completamente diversa. La campagna elettorale è come le televisioni commerciali degli anni ’80 dove vendevano il tappeto turco o il vaso cinese. Il primo caso di teleimbonitori è stata Forza Italia, che parlò di 1 milione di posti di lavoro, riduzione delle tasse. Io non ce l’ho con Forza Italia, però hanno governato per 20 anni. Mi chiedo allora perché prima non è stato possibile fare di meglio ed ora sarebbe di nuovo tutto possibile? Come si può pretendere che oggi si possa fare quello che dovevi fare 25 anni fa e non l’hai fatto?

Mario Monti quando era a capo del suo governo se la prese con i politici di professione dicendo che promettevano cose irrealizzabili. Quando costituì il suo partito non ebbe però molta foruna. Probabilmente dire la verità e non fare promesse mirabolanti è una scelta che non paga in politica.

Certo che no, non paga in questo Paese. Il livello della scientificità della nostra cultura è pari a zero. Noi abbiamo un problema culturale, non sappiamo valutare le cose. Questo è il problema della nostra cultura. Questo è il Paese del metodo stamina e del no vax. Questa passata è stata una campagna elettorale omeopatica. Tutti la prendono e nessuno sa a che cosa serve. Anche il prossimo governo (l’intervista è stata fatta prima degli ultimi sviluppi ndr) è possibile che sia un placebo.

Quanto influisce l’estetica e la dialettica di un politico nella scelta di un candidato a prescindere dal suo programma?

Oggi va il metodo Sgarbi, un metodo che ha fatto scuola. Io non discuto di nulla, mi arrabbio, lasciando possibilmente lo studio e questo modo di fare viene ripreso in tutti i social. La politica oggi non verte su un problema, per esempio nessuno oggi ha capito niente su che cosa si debba fare con gli immigrati. Grillini, Pd, e quelli della lega che cosa hanno detto di poter fare in concreto sul fenomeno? Nulla, l’unico che può aver lasciato una traccia è Salvini perchè riduce il problema al “mandiamoli via”,  questo ha presa sulla gente. Poi il come si fa, se è giusto farlo nessuno lo sa.

Quanto gli italiani hanno la memoria corta rispetto alle promesse non mantenute, e quanto può aiutare un giornale come La Clessidra che metterà nero su bianco ciò che è o non è stato fatto?

Voi fate benissimo a farlo con un metodo che potrei definire scientifico. Valutare e vedere che cosa realmente succede è un metodo corretto. Quanto questo si adatti all’italianità media beh, mi sorge qualche dubbio. Molti se ne fregheranno. Ora ci sarà il toto ministri; vede, per gli italiani il massimo godimento è fare la formazione, dopodiché quando si tratta di entrare nel merito sono problemi.

 

 

 

Mauro Pileri

Mauro Pileri

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