Cosa disse Giuseppe Conte da candidato alla Pubblica Amministrazione

giuseppe conte

Semplificazione amministrativa, riduzione del numero delle leggi e rafforzamento della meritocrazia sono solo alcuni dei temi affrontati dall’allora candidato del M5S Giuseppe Conte.

Il presidente della Repubblcia Sergio Mattarella ha ufficialmente nominato presidente del Consiglio il professor Giuseppe Conte, il quale ha accettato con riserva l’incarico. In attesa dell’entrata in carica del nuovo governo, ripercorriamo brevemente i principali punti che, durante la campagna elettorale, quello che il Movimento 5 Stelle aveva allora indicato come ministro della Pubblica Amministrazione aveva citato nel suo discorso agli elettori.

 Semplificazione della PA

Il primo impegno dell’allora candidato per il M5S era la semplificazione del rapporto tra cittadino e Stato. «Riporrò il massimo impegno per cercare di rendere più efficiente la pubblica amministrazione e semplificare i rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini, gli operatori economici e gli utenti in generale».

Valorizzazione dell’etica pubblica

Altro impegno – anche se, forse, sarebbe più corretto definirlo un nobile intento – era valorizzare l’etica pubblica e «portare fra i cittadini la cultura della legalità», dando piena applicazione all’art. 54 della Costituzione: «Coloro a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno l’obbligo di adempierle con disciplina e onore.»

Semplificazione legislativa

Si tratta di un vero e proprio cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, sebbene quello dell’ipertrofia legislativa italiana sia un problema trasversalmente riconosciuto. «Il quadro legislativo attuale è quanto mai farraginoso», spiegava Conte. «Risulta farraginoso e incoerente per gli esperti, immaginate per i cittadini. Il principio per cui l’ignoranza di legge non può costituire una causa di giustificazione ha senso nella misura in cui le leggi sono chiare, comprensibili ai cittadini. Come prima cosa noi dobbiamo combattere questa ipertrofia normativa. Dobbiamo eliminare questo stato di oggettiva e diffusa ignoranza legislativa che avvantaggia i disonesti e penalizza gli onesti».

Riduzione del numero delle leggi

Conte proponeva di eliminare le leggi considerate inutili, partendo dalle 400 già individuate in precedenza dal Movimento 5 Stelle. Oltre a questo, aggiungeva, si sarebbe impegnato a «riorganizzare la legislazione vigente sulla base di codici di settore, così che gli operatori possano disporre di corpi normativi snelli, comprensibili e chiari».

Deburocratizzazione

«Bisogna semplificare al massimo tutti i passaggi burocratici». Per farlo, Conte intendeva incentivare il ricorso alla autocertificazione e rafforzare i controlli, che devono essere «efficaci ma anche concentrati, perché i cittadini non possono soggiacere a controlli vessatori e dilatati nel tempo».

Rafforzamento della normativa anti-corruzione

«Non tanto – spiegava l’allora candidato – guardando alle sanzioni penali, quanto prevenendo quelle iniziative che si collocano in quella terra di nessuno che poi prepara a episodi di corruzione».

Valorizzazione della meritocrazia

«Meritocrazia – concludeva Conte – significa innanzitutto varare un programma straordinario di riqualificazione del personale pubblico. Ma significa anche creare le premesse perché le norme e gli incarichi all’interno della Pubblica Amministrazione siano rigorosamente ancorati alle specifiche e reali competenze e perché gli incentivi, anche economici, non siano distribuiti a pioggia ma in base al reale impegno e agli effettivi risultati raggiunti».

Leggi tutte le promesse di Giuseppe Conte

 

 

Daniele

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