Salvini promette: «Meno sbarchi, più rimpatri. Così salviamo le vite nel Mediterraneo»

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Il neo-ministro dell’Interno subito al lavoro per garantire «meno sbarchi e più rimpatri. Il Mediterraneo non può essere un cimitero». E sulla UE aggiunge: «No alla riforma del regolamento di Dublino».

Ridurre le partenze per ridurre gli sbarchi e contenere i flussi migratori. Questa la politica che Matteo Salvini intende perseguire dal Viminale. Spogliatosi dei panni dell’agitatore di piazza e indossati quelli da ministro, in Sicilia il leader della Lega garantisce: «non terremo una linea dura, ma di buon senso».

Riferendosi all’ennesimo naufragio tra la Turchia e la Tunisia, costato la vita ad almeno 48 persone, Salvini afferma: «Il Mediterraneo è un cimitero. C’è un unico modo per salvare queste vite: meno che gente che parta, più rimpatri. La vita è sacra e per salvarla bisogna evitare che salgano sulle carrette del mare. Da ministro – assicura – farò di tutto, lavorando con quei governi, per evitare le partenze di quei disperati che pensano che c’è l’oro in Italia. Non c’è lavoro per gli italiani, non c’è nulla di semplice».

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«Stiamo lavorando senza bacchette magiche per ottenere meno sbarchi, più espulsioni, più sicurezza e per bloccare e tagliare un enorme giro d’affari», prosegue Salvini che, insieme all’alleato Berlusconi, è sicuro di poter arrivare a 600 mila rimpatri. «Pregare e commuoversi non basta. Lavoro perché tutti gli organismi internazionali si impegnino per fermare partenze, sbarchi e morti».

Tra i temi più spinosi che Salvini dovrà affrontare rientra sicuramente la ridefinizione della politica di gestione dei migranti con l’Unione Europea. A tal fine, il leader della Lega fa sapere che «il governo italiano dirà no alla riforma del regolamento (di Dublino, ndr) e a nuove politiche di asilo perché condannano i Paesi del Mediterraneo a essere da soli».

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Redazione La Clessidra

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