Di Maio: «Stop alle delocalizzazioni se si prendono finanziamenti pubblici»

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La proposta di impedire le delocalizzazioni a quelle imprese beneficiarie di contributi pubblici trova il sostegno della Lega. Un emendamento in tal senso era già stato presentato nel 2014.

Stop alle delocalizzazioni selvagge. A dirlo è il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio in una diretta Facebook. «Ci sono tante crisi aziendali nei territori dei comuni italiani», afferma mostrando un faldone di documenti. «Sono tutte crisi aziendali che mi sono state segnalate in questi giorni, tra cui vertenza Ipercoop e Mercatone Uno. C’è tanta sofferenza in tutta Italia. Tutto un malloppo raccolto solo in una giornata da persone disperate» che, prosegue Di Maio, si trovano in un «costante senso di precarietà legato anche a difficoltà aziendali. Ci sono aziende che vogliono delocalizzare e quelle vanno fermate perché secondo me la delocalizzazione, soprattutto se come impresa hai preso fondi dallo Stato, non deve essere permessa».

Si tratta di un argomento su cui il Movimento si batte da tempo. Come ricordato da Repubblica, un emendamento del M5S alla legge di Stabilità del 2014 prevedeva il decadimento dei benefici per tutte quelle imprese che, nei tre anni successivi all’erogazione di un contributo in conto capitale da parte dello Stato, avessero delocalizzato la produzione in un Paese non appartenente all’Unione Europea, nonché l’obbligo di restituire l’importo ricevuto.

Il provvedimento tuttavia ha avuto finora un esito incerto. Lo stesso Carlo Calenda, predecessore di Di Maio al MISE, è tornato più volte sul tema sottolineando ad esempio la concorrenza sleale in termini di costo del lavoro di Paesi come la Slovacchia.

La posizione è condivisa anche dalla Lega: Giancarlo Giorgetti, infatti, ha depositato una proposta di legge sul tema.

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Redazione La Clessidra

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