Carla Ruocco (M5S): «Subito semplificazione e riduzione della pressione fiscale»

 

carla ruocco

Foto: La Stampa

La neopresidentessa della Commissione Finanza della Camera si esprime anche su flat tax e pace fiscale: «Prima le misure a costo zero. Difficile realizzare la flat tax entro fine anno».

Semplificazione e riduzione della pressione fiscale, ma senza bacchette magiche. Questa la posizione espressa dalla neopresidentessa della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco (M5S), intervistata dal Sole 24 Ore. 

«La nostra priorità – si legge nell’intervista – sarà declinare in dettaglio il quadro generale del contratto di governo, che sul fisco è molto chiaro». E cioè «riduzione della pressione fiscale, ad oggi insostenibile sia per le famiglie che per le imprese, e drastica semplificazione nel rapporto fisco-contribuenti». Questo avverrà mediante «una riduzione delle aliquote Irpef» anche se, prosegue Ruocco, «il dimezzamento dell’Irap rimane un nostro obiettivo di medio periodo». Altro aspetto importante è la riforma del regime dei minimi, con l’innalzamento delle «soglie di fatturato entro le quali si può aderire».

Centrale è poi l’abolizione di tutti quegli strumenti – spesometro, redditometro e studi di settore – «che tolgono tempo ed energie produttive a imprese e professionisti». A questo si affianca il rilancio della fatturazione elettronica che, afferma, «deve diventare semplice e fruibile da tutti, e non deve impiegare più di qualche minuto».

La presidentessa della Commissione si esprime anche sulla proposta di Salvini di realizzare la flat tax già entro fine anno. Cosa che, afferma Ruocco, difficilmente potrà avvenire: al primo posto, spiega, ci sono le proposte «a costo zero per le casse pubbliche ma ugualmente importanti per semplificare la vita di cittadini e imprese. Dubito che nei pochi mesi che ci separano dalla fine dell’anno si riesca a mettere in piedi una riforma come la flat tax». Altrettanto critica, infine, la posizione sulla pace fiscale, rilanciata recentemente dal ministro dell’Interno. Fondamentale, precisa Ruocco, è che «la pace fiscale non svolga la funzione di un condono».

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Redazione La Clessidra

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