Immigrazione, Conte al summit UE: «Hotspot in Libia e revisione del trattato di Dublino»

trattato di dublino

Foto: La Presse

Al centro del summit tra i leader di 16 Paesi europei la proposta italiana di istituire hotspot nelle zone di origine dei flussi migratori e di revisione del trattato di Dublino.

Si è svolto domenica il summit che ha visto confrontarsi i leader di 16 Paesi europei in vista del Consiglio che si svolgerà il 28 e 29 giugno. Al centro della discussione la gestione dei flussi migratori e la proposta di revisione del trattato di Dublino avanzata dall’Italia.

Dopo le pesanti accuse lanciate da Francia e Spagna nei confronti della gestione italiana delle ultime settimane, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha trovato una generale consapevolezza da parte dei suoi omologhi della necessità di una riforma del sistema dell’accoglienza. Il problema principale, ora, è passare dalle parole ai fatti.

Diverse, infatti, le soluzioni presentate. Mentre Conte vorrebbe istituire hotspot in Libia, come sostenuto anche da Matteo Salvini nella sua visita a Tripoli, Emmanuel Macron e  Pedro Sanchez sarebbero portati a mantenere i centri di protezione in territorio europeo. Il primo ministro italiano ha comunque ottenuto il rifinanziamento del Trust Fund per l’Africa e il sostegno della UE alla guardia costiera libica.

Come ricostruito dal Fatto Quotidiano la proposta italiana, articolata in 10 punti, prevede l’istituzione di centri di protezione nei Paesi africani, così da ridurre all’origine i flussi migratori. Si ribadisce inoltre il dovere di cooperazione e assistenza fra i vari Paesi europei nel soccorso e nell’accoglienza dei migranti, poiché tale peso «non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo» ed è necessario «scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti». Quanto ai migranti economici, infine, Conte ha proposto che ogni Stato si impegni ad accoglierne una quota limitata.

Pur con le dovute divergenze, i leader si sono mostrati consapevoli della necessità di organizzare una gestione condivisa dei flussi migratori. Che significa condividere responsabilità e oneri all’interno di un quadro comune.

I commenti dei diretti interessati sul vertice sono tutto sommato positivi. Per Angela Merkel «la responsabilità (dell’immigrazione, ndr) è di tutti: nessun Paese deve prendersi il peso da solo». Consapevole della difficoltà di coordinare così tanti soggetti in un’unica direzione, la Cancelliera tedesca ha proposto di dar vita ad accordi bilaterali o trilaterali fra gruppi di Stati. Questo, ha precisato, vale anche per garantire il rispetto delle quote di distribuzione già stabilite nel 2015 e nel 2017, che molti Paesi si sono rifiutati di rispettare.

Lo stesso Macron ha riconosciuto che «Conte ha espresso una posizione ed è stato coerente con l’insieme delle discussioni al tavolo», nonostante «alcuni cerchino di strumentalizzare la situazione dell’Europa per creare una tensione politica e giocare con le paure».

Pur non essendo stato raggiunto alcun accordo, il governo italiano si è mostrato soddisfatto del summit e del dialogo che ne è conseguito.

Leggi tutte le promesse di Giuseppe Conte

 

Daniele

Daniele

LEAVE A COMMENT