L’UE frena la proposta di Salvini di usare i fondi comunitari per i rimpatri

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Salvini aveva proposto di usare i fondi europei per finanziare i rimpatri dei migranti. La Commissione europea frena: «Se vuole farlo dovrà usare le casse dello Stato».

L’Unione Europea frena le aspirazioni di Matteo Salvini. La proposta di utilizzare i fondi europei per l’immigrazione al fine di finanziare i rimpatri, avanzata dal ministro dell’Interno lo scorso 5 luglio e riportata da Repubblica, sembra aver trovato un muro a Bruxelles.

«Quello che fino a poco fa era un business che faceva arricchire pochi sulle spalle di molti», aveva dichiarato Salvini nel corso della conferenza stampa tenutasi il 5 luglio al Viminale, «diventa un investimento in sicurezza e rimpatri». Nei piani del governo, una parte dei fondi europei che l’Italia riceve ogni anno per la gestione dei flussi migratori (Salvini ha parlato di 42 milioni di euro) dovrà essere destinata ai rimpatri.

La Commissione europea è però intervenuta precisando che quel budget ha una finalità vincolata e, dunque, l’Italia non può usarlo a suo piacimento. Nel caso quel fondo non venisse utilizzato per le finalità previste, ha spiegato un portavoce, il governo italiano perderebbe il diritto all’utilizzo.

«Non abbiamo informazioni se si tratti di fondi Ue o no», fanno sapere dalla Commissione. «Nel caso i 42 milioni menzionati dal ministro dell’Interno facciano parte del bilancio nazionale, non ci riguarda. Nel caso invece si trattasse di fondi comunitari, questi sono sempre dati per un progetto specifico in base a un accordo con lo Stato membro».

Se realmente l’esecutivo intende trovare dei fondi per il finanziamento dei rimpatri, dunque, dovrà farlo attingendo alle casse pubbliche e non a quelle europee.

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Daniele

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