Savona: «Chiesto incontro con Draghi. Euro? Dobbiamo essere pronti al cigno nero»

cigno nero

Unione politica, pieni poteri sul tasso di cambio alla Bce e crescita sono tra gli argomenti dell’incontro chiesto da Paolo Savona a Mario Draghi. Il ministro esclude l’uscita dall’euro ma aggiunge: «Dobbiamo farci trovare pronti al cigno nero».

Paolo Savona è tornato a parlare di euro e di Europa. Dopo le polemiche che lo hanno travolto tra maggio e giugno, il 10 luglio il ministro per gli Affari europei è intervenuto davanti alle Commissioni UE di Camera e Senato. In tale occasione ha rivelato di aver chiesto un incontro al presidente della Bce Mario Draghi per discutere del ruolo della Banca Centrale Europea e delle riforme necessarie per la sopravvivenza della moneta unica.

Durante l’incontro, riporta Il Sole 24 Ore, Savona ha fatto sapere che esprimerà la necessità di «una stretta connessione tra architettura istituzionale dell’Ue e politiche di crescita se si vuole che l’euro sopravviva». Il ministro insisterà anche affinché la Bce si doti di «uno statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilità e di crescita si integrino e gli strumenti siano i più ampi possibile e possano essere esercitati in piena autonomia».

Fondamentale, secondo il ministro, è che alla Bce vengano affidati pieni poteri sul tasso di cambio. Altrimenti, ha spiegato, «ogni azione esterna all’eurozona si riflette sull’euro senza che l’Unione Europea abbia gli strumenti per condurre un’azione diretta di contrasto». Questo causerebbe una situazione «in cui la crescita dell’economia nell’eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall’Europa». Per questo è fondamentale che l’UE «muova verso l’unione politica, ed è urgente la creazione di una scuola di istruzione comune europea».

Quanto all’euro, il professore ha sottolineato come l’Italia non abbia alcuna intenzione a uscire dalla moneta unica. Tuttavia, ha aggiunto, è bene essere preparati a ogni evenienza. «Badate che potremmo trovarci in situazioni in cui sono altri a decidere», ha spiegato. «Une delle mie case, Banca d’Italia, mi ha insegnato a essere pronti non ad affrontare la normalità ma il cigno nero, lo choc straordinario».

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Daniele

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