Bonus cultura, Bonisoli ci ripensa: «Dal 2020 sarà strutturale ed esteso ad altre fasce di età»

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Foto: Artribune

Il bonus cultura verrà reso strutturale ed esteso ad altre fasce di età a partire dal 2020. Per il ministro dovrà essere maggiormente integrato a partire dal ciclo scolastico.

Il bonus cultura non verrà eliminato e, anzi, verrà reso strutturale ed allargato ad altre fasce di età. Ad annunciarlo il ministro della Cultura Bonisoli, dopo le dichiarazioni delle scorse settimane nelle quali criticava la misura introdotta dal governo Renzi. Dunque 18App – questo il nome del bonus – non verrà eliminata. Al contrario, ha precisato Bonisoli, «dal 2020 sarà un progetto strutturale, che parte da interventi nelle scuole per incidere a lungo termine nel consumo di prodotti culturali e non riguarderà solo i diciottenni».

Nel 2016, secondo il ministro, il 65% dei soldi sono stati spesi per l’acquisto di libri (inizialmente non previsto dal bonus), il 12% per cd e musica, il 10% per concerti e il restante per teatro, danza e altre attività culturali. Nello stesso anno sono stati spesi 165 milioni a fronte dei 290 disponibili. Obiettivo del ministero è ora rendere strutturale l’intervento ed estenderlo anche ad altre fasce d’età, prevedendo peraltro misure specifiche a favore delle fasce più disagiate della popolazione. L’elenco dei correttivi, ha assicurato Bonisoli, verrà affidato «a una commissione di esperti che individuerà anche il modo più corretto per farli».

In una intervista rilasciata alcune settimane fa al Corriere della Sera, il ministro aveva espresso dubbi sulla reale utilità del bonus cultura. «In alcuni casi – aveva dichiarato – era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18App. i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni». Una misura che, continuava Bonisoli, «vale 200 milioni. Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe».

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Daniele

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