Di Maio: «Ci opporremo al Ceta e rimuoveremo i funzionari che lo difendono»

ceta

Intervenendo all’assemblea di Coldiretti, Di Maio ha garantito che il governo italiano non ratificherà il Ceta tra Unione Europea e il Canada. I funzionari pubblici che lo difenderanno, ha aggiunto, verranno rimossi dai loro ruoli.

Chiusura senza riserve da parte del governo italiano sul Ceta. È questa la posizione indicata ieri da Luigi Di Maio nel corso del suo intervento a Coldiretti, l’associazione degli agricoltori, da sempre contraria al trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada. Il ministro dello Sviluppo economico si è spinto oltre, arrivando a minacciare la rimozione dei funzionari italiani che difenderanno il trattato.

«Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà», ha dichiarato Di Maio. «Se anche uno solo dei funzionari italiani che rappresentano l’Italia all’estero continuerà a difendere trattati scellerati come il Ceta – ha concluso – sarà rimosso». Posizioni simili erano state espresse anche dal ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, secondo il quale il trattato non tutelerebbe abbastanza il made in Italy (in particolare i prodotti del Sud) e penalizzerebbe le produzioni locali in favore di grandi aziende e multinazionali.

Il Comprehensive economic and trade agreement è un accordo commerciale tra UE e Canada. Il trattato è stato già approdato dal Consiglio europeo e dall’Europarlamento. La sua entrata in vigore è ora sottoposta alla ratifica da parte dei singoli Stati membri: al momento il testo è applicato solo in forma provvisoria.

L’accordo prevede l’abbattimento dei dazi, una maggiore libertà di circolazione di beni, persone e capitali tra le due sponde dell’Atlantico e la tutela dei prodotti alimentari. Per l’Italia, nello specifico, questo significa maggiori garanzie a protezione del made in Italy contro i prodotti contraffatti, molto diffusi all’estero. Ciò è reso possibile da una serie di misure volte a tutelare le specificità agroalimentari e dall’individuazione di 143 indicazioni geografiche protette (tra le quali l’aceto balsamico di Modena e il parmigiano reggiano).

Il Canada è un importante partner commerciale dell’Italia. Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, nel 2017 il Paese guidato da Justin Trudeau ha importato beni italiani per un valore di 8,1 miliardi di dollari, contro appena i 2,3 miliardi di beni canadesi importanti in Italia, con un saldo positivo per il nostro Paese di oltre 6 miliardi.

Le parole di Di Maio hanno suscitato dure reazioni da parte delle opposizioni e del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, secondo il quale non ratificare il Ceta sarebbe «un grave errore», poiché «all’Italia conviene il Ceta, siamo un Paese ad alta vocazione all’export. Attraverso l’export creiamo ricchezza». Scettico anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria che, pur ammettendo di non aver seguito personalmente il dossier e di non poter esprimersi nel merito del provvedimento, si dice convinto che «sia sempre un bene avere degli accordi commerciali, ma bisogna vedere come si fanno» perché, ha concluso, «il diavolo sta nei dettagli».

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Daniele

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