Doppio incarico, Salvini non si dimette dal Consiglio comunale di Milano

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Il leader della Lega aveva promesso di dimettersi dal ruolo di consigliere comunale in caso di incarichi ministeriali.

«Appena arrivo al governo mi dimetterò dal Consiglio comunale, abbiate pazienza qualche settimana. Facciamo partire i lavori sia del Consiglio regionale che del Parlamento e poi troveremo la soluzione migliore». Con queste parole, lo scorso 26 marzo, Salvini rispondeva ai giornalisti che gli chiedevano come si sarebbe comportato con riferimento all’eventuale doppio incarico, nel caso il suo partito fosse andato al governo.

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A un mese e mezzo dall’insediamento al governo, Salvini risulta ancora nell’elenco dei consiglieri comunali del capoluogo lombardo. Il leader della Lega mantiene il doppio incarico e cumula così i ruoli di consigliere, ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio.

Dal 2016 Salvini ricopre il ruolo di consigliere comunale a Milano. A dire il vero, però, l’esponente leghista sembra non aver frequentato in maniera assidua il Consiglio comunale. Come riportato da OpenPolis, infatti, Salvini ha partecipato appena al 20% delle sedute e ha votato solo 11 volte (corrispondenti al 3,44% delle votazioni complessive).

L’art. 2 della legge 215/2004 sancisce che «non è permesso a ministri, vice ministri e sottosegretari ricoprire cariche o uffici pubblici diversi dal mandato parlamentare». L’Antitrust è però intervenuto ampliando le compatibilità con l’incarico governativo, aggiungendo alla carica di parlamentare anche quella di amministratore locale. L’opportunità delle dimissioni di Salvini, dunque, avrebbe una natura più propriamente etica che non giuridica in senso stretto.

PROMESSA NON RISPETTATA 

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Redazione La Clessidra

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