Manovra finanziaria: si riaccende lo scontro tra Salvini e Tria sui vincoli UE

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Salvini assicura che la manovra finanziaria conterrà flat tax e pace fiscale, anche contro i vincoli imposti dall’UE. Ma Tria avverte: «Sì all’implementazione del contratto di governo, ma nel rispetto dei limiti di bilancio».

Ancora tensioni al governo tra Matteo Salvini e Giovanni Tria. Dopo il botta e risposta con Di Maio in merito alla relazione tecnica del decreto dignità, e dopo lo strappo sulle nomine di Cassa Depositi e Prestiti, oggetto della contesa tornano a essere l’economia e la finanza. In un’intervista comparsa ieri sul Corriere della Sera, il titolare del Viminale si è espresso sulla manovra finanziaria che il governo varerà in autunno. Una manovra che, a detta di Salvini, segnerà una netta discontinuità rispetto al passato e getterà le basi per realizzare quanto previsto dal contratto di governo sul piano fiscale.

«Ci hanno eletto per cambiare – si legge sul quotidiano -, se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni avrebbero votato in modo diverso». Una linea, spiega Salvini, che il governo porterà avanti anche contro i vincoli imposti dall’Unione Europea, primo fra tutti il rapporto deficit/Pil al 3%. «Cercheremo di cambiare anche alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles, che molti Paesi Ue ignorano bellamente», afferma. «Noi metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porta via, e ti consente di avviare la flat tax. E poi la riforma delle pensioni per aprire il mercato ai giovani, che va fatta a prescindere dai numeri di Bruxelles. Conto di avere entro la fine di agosto i risultati dei gruppi di lavoro che abbiamo istituito, compreso ovviamente anche il capitolo sul reddito di cittadinanza. Di sicuro la manovra d’autunno sarà diversa rispetto a quella degli ultimi anni, e daremo le prime e significative risposte sulla riduzione delle tasse».

Ci pensa però il ministro dell’Economia, poche ore più tardi, a raffreddare gli animi. Nel suo intervento all’incontro G20 di Buenos Aires, infatti, Tria ribadisce ancora una volta che la linea di politica economica del governo si svolgerà entro «quei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l’instabilità».

Non solo: in un contesto internazionale di rallentamento della crescita, che colpisce anche l’Italia, Tria esclude che l’esecutivo varerà manovre pro-cicliche e garantisce che quanto previsto nel contratto dovrà essere realizzato nel pieno rispetto dei vincoli di bilancio e degli impegni di riduzione del debito presi dal nostro Paese. «Se la crescita rallenterà – spiega – è ovvio che le manovre economiche sono più complicate. Quello che abbiamo chiarito è che la manovra di bilancio terrà conto della necessità di iniziare l’implementazione graduale del programma di governo, ma si è anche chiarito che di fronte a un rallentamento non si faranno manovre pro-cicliche».

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Redazione La Clessidra

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