Passo indietro del M5S sulla Tav. Toninelli: «Si farà, ma va migliorata»

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Dopo la Tap, il M5S è costretto ad arretrare anche sulla Tav. Per Toninelli non ci sono alternative che portare avanti i lavori, con l’obiettivo di «migliorare un’opera nata male».

Altro grattacapo per il Movimento 5 Stelle. Dopo il passo indietro sulla Tap, il partito è costretto a cedere terreno in un’altra battaglia storica: quella contro la Tav in Val di SusaA comunicarlo è il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Il messaggio è semplice: se il M5S fosse stato al governo non avrebbe mai consentito la realizzazione di un’opera «concepita in questa maniera, così impattante, così costosa». Ma, spiega, la Tav «è un’opera che abbiamo ereditato» e il Movimento ha le mani legate. Arrivati a questo punto, dunque, all’esecutivo non resta altro che procedere coi lavori. L’obiettivo, comunque, è minimizzare i danni. Toninelli ha assicurato che si impegnerà a «migliorarla, così come scritto nel contratto di governo. Non vogliamo fare nessun tipo di danno economico all’Italia ma vogliamo migliorare un’opera che è nata molto male».

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Le parole pronunciate dal ministro oggi sono ben diverse da quelle pronunciate da Luigi Di Maio solo alcuni mesi fa. «Se arriveremo al governo bloccheremo la Tav in Valle di Susa, è nel nostro programma da sempre», aveva dichiarato Di Maio di fronte ai suoi sostenitori a Torino. «Recuperiamo soldi da opere che nemmeno Macron vuole più e le usiamo dove sono utili». Il blocco dell’opera era previsto anche dal contratto di governo votato dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau, che il leader pentastellato aveva commentato in questo modo: «Nel contratto c’è il blocco di un’opera inutile. Andremo a parlare con la Francia e diremo che la Torino-Lione poteva valere 30 anni fa, ma oggi non serve più».

A dire il vero i toni sono cambiati subito dopo l’accordo di governo con la Lega, le cui posizioni in merito sono diametralmente opposte a quelle dei 5 Stelle. Nel contratto di governo firmato da Di Maio e Salvini e presentato al presidente della Repubblica, infatti, è assente ogni riferimento al blocco dell’opera. Al suo posto è prevista una semplice revisione del progetto, volta a migliorare la Tav. Una posizione, questa, fatta propria dallo stesso Toninelli che, a pochi giorni dall’insediamento dell’esecutivo, affermava: «Valuteremo opera per opera costi e benefici. La Tav è nel programma di governo per una rivalutazione. Lo decideremo conti alla mano».

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Redazione La Clessidra

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