Tav, si apre lo scontro nel governo. Salvini: «Per me occorre andare avanti»

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M5S contro, Lega a favore. Sulla Tav potrebbe consumarsi il primo strappo tra le due anime del governo. Nel frattempo la Commissione Europea esclude il pagamento di penali nel caso di blocco dei lavori.

Il nodo Tav continua ad essere al centro del dibattito nell’esecutivo e rischia di essere il primo vero terreno di scontro tra Movimento 5 Stelle e Lega. Solo alcuni giorni fa il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli aveva affermato che, nonostante la contrarietà del suo partito a un’opera considerata inutile e dannosa, il governo non avrebbe potuto fare altro che proseguire nei lavori cercando di «migliorarla, così come scritto nel contratto di governo».

La rivolta delle comunità locali e della base del Movimento, da sempre contrario alla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione, hanno spinto Toninelli a ritrattare la sua posizione. In un post su Facebook, il ministro è tornato a evocare il blocco dell’opera. «Quando studio dossier come quello della Tav Torino-Lione, non posso che provare rabbia e disgusto per come sono stati sprecati i soldi dei cittadini italiani», si legge. «Adesso nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera. Lo considereremmo come un atto ostile. Questo governo, statene certi, ha messo fine alle mangiatoie e ai comitati d’affari. Le opere si fanno se servono ai cittadini, non a chi le costruisce».

Parole che non sono piaciute alla Lega, che invece è favorevole alla realizzazione dell’opera. «Dal punto di vista personale secondo me occorre andare avanti e non tornare indietro», ha dichiarato Matteo Salvini, che si è detto comunque disponibile a condurre uno studio sulla reale utilità del tunnel. «L’opera serve e se per caso da una analisi attualizzata del 2018 non serve, costa di più bloccarla che non proseguirla? Questo è il ragionamento che varrà su tutto, analisi costi benefici. Questo c’è scritto e questo faremo. Non è che faccio pagare agli italiani miliardi».

Alle dichiarazioni di Salvini ha fatto eco il sottosegretario ai Trasporti, il leghista Edoardo Rixi: «Come Lega siamo favorevoli. Ovviamente se ci sono modifiche che consentono di poter investire in altre infrastrutture le accogliamo volentieri. È un’opera strategica, certo, ma ci sono fattori da chiarire: una galleria in pieno territorio francese è finanziata per il 35% dall’Italia e per il 40% dall’Europa. Parigi ci mette solo il 25%. Non va bene».

Nella giornata di ieri la Commissione Europea ha fatto sapere che, qualora l’Italia fermasse l’opera, non è previsto il pagamento di alcuna penale, sconfessando la notizia ampiamente circolata negli scorsi giorni. Allo stesso tempo, però, ha chiarito che il governo dovrebbe restituire la quota di finanziamento spesa fino a questo momento. Nonostante l’organo non abbia indicato la cifra esatta, si può ipotizzare che sia superiore agli 800 milioni di euro.

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Daniele

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