Di Maio: «Subito reddito di cittadinanza e flat tax». Ma i margini di manovra sono limitati

reddito di cittadinanza e flat tax

Il leader del M5S preme su reddito di cittadinanza e flat tax, ma la manovra d’autunno pone una forte ipoteca: i margini di intervento sembrano limitati.

Mentre il Parlamento si prepara all’approvazione del decreto dignità, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio torna a parlare di reddito di cittadinanza e flat tax. Esigenze imprescindibili, vere e proprie «emergenze sociali» che «bisogna fare il prima possibile, anzi, subito». Indipendentemente dai vincoli di bilancio che, spiega, «ancora non conosciamo».

Ma la strada per realizzare due dei provvedimenti più attesi dagli elettori di M5S e Lega è tutta in salita. Come spiega in un approfondimento Il Sole 24 Ore, la manovra che il governo varerà in autunno si preannuncia piuttosto impegnativa. Tenuto conto delle spese obbligatorie, della spesa aggiuntiva per interessi, del rallentamento nella crescita e degli interventi volti a evitare l’aumento dell’Iva, la base di partenza della manovra sarà di 22,4 miliardi di euro, pari a 1,2 punti di Pil.

Negli scorsi giorni il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha assicurato che intende rispettare i vincoli europei. Al contempo, ha aggiunto di aver avviato un dialogo con Bruxelles per «individuare un percorso di correzione non troppo pesante per un’economia in frenata». L’obiettivo è tener fede all’indebitamento netto, fissato per quest’anno all’1%, con uno «sconto» di sei decimali del Pil, pari a 11 miliardi. In questo contesto, ha concluso Tria, occorrerà trovare i giusti spazi per reddito di cittadinanza e flat tax.

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Redazione La Clessidra

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