Tav, parla il funzionario francese: «Fermare la costruzione non è possibile»

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L’ingegnere Yves Sarrand non ha dubbi: «In Francia è fuori discussione il blocco della Tav. Non è un progetto ma un cantiere che sta procedendo».

Sulla Tav non c’è nessun passo indietro da parte della Francia. A garantirlo è Yves Sarrand, direttore generale del dipartimento della Savoia e tra i più alti funzionari francesi che si occupano del tunnel Torino-Lione. Come riportato da Repubblica, Sarrand si è detto contrario al blocco dell’opera proposto dal Movimento 5 Stelle. «Fermare la costruzione della galleria non è possibile. Abbiamo ormai superato il punto di non ritorno», si legge. «Ci auguriamo che (le posizioni del governo italiano, ndr) non siano così radicali come quelle che abbiamo letto in questi giorni sui giornali e che si trovi una soluzione per quanto riguarda le tratte di accesso alla galleria».

Il dirigente conferma che anche oltralpe nelle ultime settimane si è ripreso a parlare di Tav, ma esclude qualunque ripensamento sulla realizzazione dell’opera. «La discussione in Francia – spiega – riguarda solo il tracciato da Lione all’imbocco della galleria e i tempi di realizzazione. Nessuno si sogna di discutere il tunnel di base che si sta scavando». Le uniche discussioni, dunque, riguarderebbero il percorso e il tracciato e non, come invece avevano lasciato intuire i rappresentanti pentastellati gli scorsi giorni, la realizzabilità del tunnel. Anche perché, aggiunge Sarrand, «la Torino-Lione non è un progetto, è un cantiere che sta procedendo. Stiamo lavorando e le frese scavano».

Il nodo Tav ha generato una prima crepa nel governo gialloverde, con il Movimento 5 Stelle da sempre contrario all’opera e la Lega favorevole. La scorsa settimana il ministro Toninelli aveva affidato a Facebook i propri pensieri: «Quando studio dossier come quello della Tav Torino-Lione, non posso che provare rabbia e disgusto per come sono stati sprecati i soldi dei cittadini italiani», si legge. «Adesso nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera. Lo considereremmo come un atto ostile. Questo governo, statene certi, ha messo fine alle mangiatoie e ai comitati d’affari. Le opere si fanno se servono ai cittadini, non a chi le costruisce».Parole a cui aveva replicato a stretto giro Matteo Salvini, secondo il quale «occorre andare avanti e non tornare indietro».

La situazione è tesa anche all’interno dello stesso Movimento 5 Stelle, che ha da sempre appoggiato le comunità locali contrarie al tunnel. Comunità che si sentono ora abbandonate dai pentastellati e vedono la realizzazione della Tav sempre più vicina. Del resto anche il contratto di governo non prevede il blocco dell’opera ma semplicemente un suo miglioramento.

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Daniele

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