Tajani: «FI non voterà Marcello Foa come nuovo presidente Rai»

Marcello Foa

Il vicepresidente di Forza Italia annuncia che il partito non sosterrà la nomina di Marcello Foa. Tensioni con la Lega: a rischio l’alleanza di centro-destra.

La strada di Marcello Foa per viale Mazzini potrebbe essere tutta in salita. Da alcuni giorni il giornalista, il cui nome è stato indicato da Lega e Movimento 5 Stelle per la presidenza della Rai, è al centro di veti incrociati provenienti dalle varie forze politiche di opposizione. A essere messe sotto accusa sono le dichiarazioni di Foa, spesso polemiche e in alcuni casi ai limiti della violenza verbale, come quelle pronunciate nei confronti del presidente della Repubblica o di alcuni colleghi. Le idee politiche del giornalista, sovranista, euroscettico e morbido verso la Russia di Putin, sono poi considerate da molti inadatte al ruolo per cui è stato indicato.

Nella giornata di oggi si riunirà il CdA Rai che voterà le figure del nuovo presidente e del nuovo amministratore delegato. Perché le nomine diventino effettive, tuttavia, occorre il sì della Commissione di vigilanza che si riunirà domani. Per la conferma di Foa è necessaria la maggioranza qualificata dei 2/3 dell’assemblea. Il governo controlla però 21 parlamentari su 40: troppo pochi per dormire sonni tranquilli. Vista la scontata opposizione annunciata dai rappresentanti di Pd e LeU, per la conferma di Marcello Foa diventano cruciali i voti di Forza Italia.

Il partito di Berlusconi sembra però deciso a non sostenere Foa. A renderlo noto è il vicepresidente azzurro, Antonio Tajani: «Non potremo votare il candidato Presidente Rai indicato dal governo», ha dichiarato in una conferenza stampa svoltasi a Venezia. «Avremmo voluto un metodo completamente diverso da quello seguito visto che la legge prevede che non sia il governo a decidere il presidente ma il Parlamento attraverso la Commissione di vigilanza, perché il legislatore ha voluto che il presidente della Rai fosse un elemento di garanzia».

La contrarietà di Fi non sarebbe dunque da ricercarsi nelle visioni politiche di Foa, ma nel metodo con cui si è arrivati alla sua individuazione. «Non siamo stati informati della scelta che il governo aveva fatto, anche visto che noi abbiamo fatto delle proposte che potevano raccogliere un ampio consenso. Ma non siamo stati ascoltati», ha proseguito Tajani. «Non ci possono essere imposizioni ma scelte sempre condivise. Per questo siamo rammaricati ma siamo costretti a votare no. Non lo facciamo a cuor leggero, ma siamo obbligati a ricordare che vanno sempre rispettate le regole», ha concluso.

Per il giornalista e per i due partiti al governo, dunque, la situazione potrebbe rivelarsi più complicata del previsto. Se Forza Italia non sostenesse Foa, come sembra intenzionata a fare, il presidente incaricato dovrebbe rinunciare e dimettersi da consigliere di amministrazione. La palla tornerebbe al ministero dell’Economia, che dovrebbe individuare un’altra figura.

In ballo non c’è solo la nomina del nuovo presidente Rai, ma la tenuta dell’alleanza di centro-destra. Con questo braccio di ferro, Salvini e Berlusconi misurano la loro forza. Senza un accordo dell’ultimo minuto, Salvini potrebbe decidere di rompere l’alleanza con Forza Italia, con conseguenze imprevedibili per i Comuni e le Regioni governate dal centro-destra.

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Daniele

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