Lotta ai privilegi, Di Maio: «Taglieremo le pensioni dei sindacalisti»

pensioni dei sindacalisti

Il governo intende portare avanti una lotta senza quartiere ai privilegi. Sotto attacco anche le pensioni dei sindacalisti, che potrebbero subire un taglio compreso tra il 20 e il 25%.

Privilegi addio. Nel corso del question time al Senato, il vicepremier Luigi Di Maio ha ribadito la linea della tolleranza zero verso quelli che considera privilegi e ingiustizie ai danni del cittadino. Oltre ai vitalizi e al taglio delle pensioni d’oro, il governo interverrà anche sulle auto blu e sulle pensioni dei sindacalisti. «Così come è previsto dal contratto di governo – ha dichiarato in Aula -, (l’esecutivo, ndr) vuole mettere fine a tutti i privilegi, vitalizi, auto blu e pensioni di privilegio. Tutto ciò che è privilegio va eliminato perché è ora che si ristabilisca che tutti i cittadini sono uguali e devono essere trattati alla stessa maniera. Questo discorso vale anche per i privilegi sindacali».

Il sistema previdenziale, infatti, consente ai sindacalisti di «avere una pensione di privilegio incrementando la retribuzione pensionabile negli ultimi anni di servizio». Questo perché, ha spiegato Di Maio, l’importo della pensione è calcolato sulla base dello stipendio degli ultimi anni di servizio. Il vicepremier ha poi puntato il dito contro la «notevole disparità di trattamento tra sindacalisti che sono dipendenti pubblici o iscritti ai fondi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria e sindacalisti che non lo sono».

Per questo, ha concluso il leader pentastellato, «interverremo in maniera risoluta per impedire che questi privilegi vengano mantenuti. Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni dei sindacalisti in un così breve lasso di tempo, senza che nello stesso tempo risultino essersi verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacale conferiti perché ciò comporta degli sproporzionati privilegi in termini di prestazione pensionistica e danno della finanza pubblica e delle tasse dei cittadini».

Come spiegato in questo articolo del Sole 24 Ore, i sindacalisti possono vedersi versati i contributi da enti terzi rispetto al sindacato per il quale lavorano. Possono inoltre ottenere dalle organizzazioni sindacali incrementi delle proprie pensioni a condizioni molto vantaggiose. Quando il lavoratore assume un incarico sindacale viene messo in aspettativa non retribuita dall’azienda, ma continua ad accumulare contributi figurativi destinati per la pensione. Nel 2015 l’Inps ha calcolato che, eliminando questi contributi, le pensioni medie dei sindacalisti si ridurrebbero del 20-25%.

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Daniele

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