Violenza sulle donne, Bongiorno: «Serve un codice rosso per accelerare i processi»

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Foto: CTS Notizie

La proposta di istituire un Codice rosso: una vera e propria corsia prioritaria per i processi, così da tutelare maggiormente le donne che denunciano violenze di genere.

Denunciare i casi di abusi e di stalking è fondamentale, ma non basta. Ne è convinta Giulia Bongiorno, attuale ministro per la Pubblica Amministrazione, nonché co-fondatrice dell’associazione onlus Doppia Difesa e autrice della legge sullo stalking nel 2009. «Da anni sottolineo che serve anche un piano processuale per non rimanere bloccati nelle maglie della giustizia», afferma in un’intervista alla Stampa. Ecco perché, con la sua associazione, ha dato il via al progetto Codice rosso.

Il progetto prevede l’istituzione di una «corsia prioritaria» per le denunce di violenza in cui si ravvisino seri pericoli per l’incolumità di una donna. «Per evitare che le donne siano uccise mentre attendono il giudizio per l’uomo che le perseguita – spiega il ministro – è necessario che le pratiche giudiziarie non finiscano in un cassetto ma che abbiano anzi la priorità assoluta. Per questo Doppia Difesa ha avanzato una proposta all’istituzione di un codice rosso, come avviene nel Pronto soccorso».

Oltre all’aspetto giuridico, per Bongiorno è fondamentale anche quello culturale. Occorre superare le resistenze e «discutere senza timidezza del problema». «Non si parla mai abbastanza degli abusi che sono costrette a subire le donne in famiglia e nei posti di lavoro. La violenza spesso nasce dalla discriminazione». Questo riguarda anche la Pubblica Amministrazione: «È innegabile purtroppo che anche in questi luoghi si consumino piccole e grandi vessazioni. Nella pubblica amministrazione ci sono delle scuole di formazione: in autunno decolleranno corsi a distanza mirati per tutti i dipendenti pubblici sul tema della violenza psicologica e delle discriminazioni sul posto di lavoro».

Bongiorno ha assicurato che l’iter per l’istituzione del Codice rosso è già stato avviato e che il ministro della Giustizia sostiene l’iniziativa. Non si è tuttavia voluta esprimere sulle tempistiche di approvazione del provvedimento che, a oggi, rimangono ignote.

Secondo i dati del Rapporto Eures, in Italia 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni avrebbero subito violenze fisiche o sessuali, mentre dal 2011 al 2016 le denunce per stalking e maltrattamenti sono aumentate del 45%. Nel solo 2017 sono state 114 le donne uccise.

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Redazione La Clessidra

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