Vaccini, Martina: «Petizione popolare contro il rinvio dell’obbligo vaccinale»

petizione popolare

Il segretario Dem annuncia una petizione popolare e attacca: «non si combatte la scienza, si combattono le malattie». Le Regioni si dicono pronte a impugnare il provvedimento. Contro il rinvio dell’obbligo anche l’Ordine dei Medici: «Non si rispettano le evidenze scientifiche».

Mentre il Senato approva il decreto Milleproroghe, contenente gli emendamenti a firma M5S e Lega che dispongono il rinvio al 2019-2020 del divieto di accesso alle scuole dell’infanzia per i bimbi non vaccinati, si infiamma lo scontro politico. A insorgere sono le opposizioni, Pd in testa, che vedono nella decisione del governo gialloverde una misura che mette a rischio la salute pubblica.

A guidare la carica è il segretario Dem Maurizio Martina che, come riportato da Ansa, lancia una petizione popolare per ripristinare l’obbligo introdotto dal decreto Lorenzin. «In Parlamento il Partito Democratico si opporrà con tutte le sue forze alla scelta della maggioranza di rinviare l’obbligo ai vaccini», scrive in un post su Facebook. «Fuori dal Parlamento, in queste ore sosterremo una petizione nazionale a partire dalle nostre feste democratiche dell’Unità e dai nostri circoli perché migliaia di cittadini possano condividere questa battaglia e chiedere anche così al governo di cancellare questo assurdo emendamento. Non si combatte la scienza, si combattono le malattie – conclude -. Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia».

La posizione di Martina trova il sostegno delle Regioni italiane guidate dal centro-sinistra, che si dicono pronte a dare battaglia al governo centrale. Tra gli altri, i governatori di Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Umbria, Campania, Puglia e Sardegna annunciano ricorsi e leggi regionali per contrastare il rinvio dell’obbligo vaccinale. Antonio Saitta, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, chiede ufficialmente un incontro con il ministro Grillo. «Vogliamo essere sentiti, serve una intesa con le Regioni. I vaccini non sono un fatto burocratico ma la più grande modalità di prevenzione. Qualora il governo non volesse farlo – afferma -, allora abbiamo due strade: riprendere il lavoro sull’obbligo vaccinale che le Regioni avevano già fatto, e che era stato interrotto per arrivare alla legge Lorenzin, oppure ricorrere alla Consulta, perché la sanità non è competenza esclusiva dello Stato». Contro il rinvio dell’obbligo anche l’Ordine dei Medici. Filippo Anelli, presidente della Federazione, afferma che il provvedimento «non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni».

Intanto il ministro della Salute Giulia Grillo su Facebook fa sapere che, anche con il rinvio, «i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne». Dopo aver annunciato l’istituzione di «progetti per promuovere la vaccinazione attiva», Grillo ha aggiunto che «insieme al ministro dell’Istruzione garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale». Infine, ha anticipato la volontà di introdurre un «obbligo flessibile nel tempo e nello spazio», ossia «uno strumento razionale e di buon senso che contempera il diritto alla salute collettiva e individuale».

Se, come sembra ormai certo, il decreto Milleproroghe non dovesse essere approvato anche dalla Camera prima della pausa estiva, il cui inizio è fissato nella giornata odierna, alla riapertura delle scuole per l’anno scolastico 2018-2019 i genitori potranno iscrivere i propri figli presentando semplicemente un modulo di autocertificazione attestante le avvenute vaccinazioni.

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Daniele

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