Decreto dignità: reintrodotti i voucher in agricoltura e nel turismo

voucher in agricoltura

I voucher in agricoltura e turismo potranno coprire prestazioni lavorative fino a 10 giorni. La richiesta era stata avanzata dal ministro dell’Agricoltura Centinaio (Lega).

La reintroduzione dei voucher in agricoltura e turismo è stata tra le misure più dibattute del decreto dignità. A spingere in questa direzione è stata soprattutto la Lega, con un pressing costante da parte del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio.

Secondo Centinaio i voucher sono «utili per combattere il lavoro in nero e rendere più efficaci i controlli. Il datore di lavoro – aveva spiegato – potrà beneficiare di prestazioni lavorative in piena legalità e con coperture assicurative in caso di incidenti, mentre il lavoratore riceverà non solo un compenso esente da tasse ma potrà accumulare i contributi per i trattamenti pensionistici». Da un lato, quindi, i voucher consentirebbero una maggiore tutela del settore agricolo; dall’altra tutelerebbero gli stessi lavoratori da tutte quelle forme «di schiavismo e di sfruttamento della manodopera che potrebbero derivare dalla mancanza totale di regole».

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Alla luce di queste posizioni, il decreto dignità ha reintrodotto i voucher sotto la nuova veste della Prestazione Occasionale PrestO. I buoni lavoro potranno essere applicati in agricoltura, nel turismo e negli enti locali e potranno essere usati per coprire prestazioni lavorative per un massimo di dieci giorni. La normativa prevede che solo pensionati, studenti under 25, disoccupati e percettori del reddito di inclusione (o di forme di sostegno al reddito analoghe) possano beneficiare dello strumento.

I voucher erano stati aboliti dal governo Gentiloni  il 19 aprile 2017, sostituiti dal libretto di famiglia e dal contratto di prestazione occasionale, dopo le forti proteste di associazioni e organizzazioni sindacali. La Cgil, in particolare, si era schierata contro lo strumento per via dell’uso improprio che spesso ne veniva fatto, proponendo un referendum per la loro abrogazione. Dopo la notizia della reintroduzione dei buoni nel decreto dignità, i sindacati si sono detti pronti a indire un nuovo referendum.

A ben vedere occorre ricordare che il Movimento 5 Stelle si era schierato contro i voucher, così come previsti nella scorsa legislatura. In occasione del referendum indetto dalla Cgil, poco più di un anno fa, Di Maio dichiarava: «Noi siamo per l’abolizione di questo strumento che può rimanere solo se riportato ai casi limitati per i quali era stato previsto. In ogni caso il Movimento 5 Stelle voterà sì (cioè per l’abrogazione dei voucher, ndr)». Ancora più radicale la posizione di Alessandro Di Battista: «Voucher? Meglio abolirli del tutto in questo momento con un referendum popolare, che ci deve essere il prima possibile».

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Redazione La Clessidra

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