Carta d’identità, Salvini: «Via genitore 1 e genitore 2, tornino madre e padre»

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Via la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” dai moduli per richiedere la carta d’identità elettronica presenti sul sito del ministero dell’Interno. Le famiglie arcobaleno: «Salvini non vuole riconoscere una realtà che c’è».

Da anni Salvini si è fatto portavoce della famiglia tradizionale. Il primo intervento in merito da ministro è stata l’eliminazione della dicitura “genitore 1” e “genitore 2” dai moduli per richiedere la carta d’identità elettronica per i figli minori presenti sul sito del ministero dell’Interno. Al loro posto, ha affermato, torna la dicitura “madre” e “padre”.

Una battaglia, questa, che Salvini portava avanti dal 2014, da quando cioè il governo di centrosinistra ha cambiato la dicitura per andare incontro alle esigenze delle famiglie arcobaleno. Per il leader della Lega si tratta di un atto contro natura. «La mia posizione – ha spiegato alla testata Nuova bussola quotidiana – è fermamente contraria. Farò tutto quello che è possibile al ministero dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione».

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La reazione delle famiglie arcobaleno è stata dura. «Salvini continua ad essere lontano dalla realtà», ha dichiarato la presidentessa Marilena Grassadonia. «In Italia ci sono tantissime famiglie con figli che hanno due mamme o due papà, riconosciute da sentenze di tribunale. È una realtà sociale che deve essere riconosciuta anche dalla realtà amministrativa e burocratica. Inserire in un modulo vecchie diciture quando gli uffici stanno dando dignità a tutte le realtà è solo un’affermazione propagandistica e ideologica. Ed è imbarazzare commentare queste iniziative del ministro dell’Interno quando i nostri figli hanno ormai quasi 18 anni».

È lo stesso Salvini a replicare con orgoglio alle accuse: «Per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere ‘trogloditi’. Allora sono orgoglioso di essere un troglodita».

A ben vedere, però, nei moduli presenti sul sito del ministero dell’Interno al momento si trova solo l’indicazione generica di “genitore”, senza alcun riferimento al genere e ai ruoli di madre e padre. Il rischio per Salvini è andare contro le leggi e le sentenze che riconoscono il diritto di genitorialità ai genitori dello stesso genere.

Le ultime dichiarazioni del vicepremier fanno seguito a quelle degli scorsi mesi del ministro Fontana, che ha proposto lo stop al riconoscimento dei figli di coppie gay concepiti all’estero e si era spinto a sostenere che le famiglie arcobaleno «per legge non esistono».

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Daniele

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