Bonus 80 euro: Conte, Di Maio e Salvini assicurano che non sarà toccato

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In un’intervista al Sole 24 Ore il ministro Tria aveva affermato di voler mettere in discussione il bonus 80 euro. Immediata la smentita degli altri membri del governo, che difendono la misura varata da Matteo Renzi.

Ancora attriti nel governo tra il ministro Tria e Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Al centro della discussione questa volta il bonus 80 euro introdotti dal governo Renzi nel 2014, che al Mef vorrebbero ritoccare. In un’intervista al Sole 24 Ore, Tria si era detto pronto a mettere in discussione la misura. «Per com’è stato costruito, il bonus da 80 euro crea complicazioni infinite, a partire dai molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito». Ma, aveva aggiunto, «proprio per la delicatezza del tema, è importante ribadire che tutto il sistema va rivisto con la garanzia che nessuno perda nel passaggio dal vecchio al nuovo. L’obiettivo è di definire la distribuzione dei benefici e di modulare di conseguenza l’intervento sulle tax expenditures».

A frenare le ambizioni di Tria è intervenuto il premier Giuseppe Conte. «Non li aboliamo», ha commentato serafico. «Il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l’Iva». Dello stesso parere anche Luigi Di Maio, per il quale si tratta solo di rumor infondati. «Non so chi se la sia inventata questa cosa. Questo governo è compatto nella volontà di non mettere le mani nelle tasche degli italiani». E Matteo Salvini ha aggiunto: «Il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l’Iva. Lavoriamo per attuare il programma. Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali, palesemente false e che servono solo per riempire le pagine dei quotidiani in agosto».

Il bonus 80 euro è stato introdotto dal decreto Irpef del 2014. Nella sua prima versione prevedeva che i lavoratori con un reddito tra gli 8 e i 24 mila euro l’anno si vedessero aggiunti 80 euro al mese in busta paga, per un importo complessivo di 960 euro annui. L’importo percepito si riduceva al crescere del reddito fino a un massimo di 26 mila euro. Erano esclusi invece gli incipienti. La misura è poi diventata strutturale con la legge di stabilità del 2015 ed è stata infine modificata dal governo Gentiloni, che ha aumentato il tetto del reddito fino a un massimo di 26.600 euro.

Se la Lega si è sempre dichiarata favorevole al bonus, tanto che in campagna elettorale Salvini aveva annunciato che al governo l’avrebbe mantenuto, stupiscono invece le dichiarazioni del leader pentastellato Di Maio. Il M5S si è infatti opposto al provvedimento fin dall’aprile 2014, definendolo una «mancetta elettorale» del Pd in vista delle elezioni europee. Parole, queste, che stonano con le ultime dichiarazioni del neoministro del Lavoro.

 

Daniele

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