Pensioni, iniziano i lavori tecnici per introdurre la quota 100 nel 2019

quota 100

Foto: Il Fatto Quotidiano

Con quota 100 i lavoratori potranno andare in pensione con 64 (o 65) anni di età e 36 (o 35) di contributi. I primi a beneficiarne dovrebbero essere gli esodati. Rimangono un miraggio le promesse sull’abolizione in toto della legge Fornero.

Inizia a prendere forma la riforma delle pensioni con cui il governo intende superare la legge Fornero. Come anticipato durante la campagna elettorale da Lega e Movimento 5 Stelle, il nuovo sistema dovrebbe essere basato sulla quota 100 – ovvero si potrà andare in pensione quando la somma tra età anagrafica ed età lavorativa sia pari a 100.

Secondo Il Sole 24 Ore i tecnici del governo avrebbero preso spunto dal fondo esuberi del settore bancario, che prevede forme di sostegno al reddito per portare al pensionamento i dipendenti coinvolti dai processi di ristrutturazione, e dal fondo Tris del settore chimico-farmaceutico, che prevede incentivi economici a chi lasci il posto di lavoro anticipatamente per favorire l’occupazione giovanile. Si starebbe guardando anche all’isopensione, introdotta dalla riforma Fornero, che prevede la creazione di uno scivolo verso la pensione (inizialmente fissato a 4 anni e poi, con l’ultima legge di bilancio, prolungato a 7) per i cosiddetti esodati di aziende con almeno 15 dipendenti.

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La quota 100 avrà meccanismi precisi. Stando a quanto riportato dal quotidiano, infatti, i tecnici starebbero pensando a due requisiti fissi: 64 anni di età e 36 di contributi o 65 anni di età e 35 di contributi. Solo più avanti si discuterà del pensionamento con 41 o 42 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.

Viste anche le ristrettezze finanziarie, il governo sta pensando di iniziare la sperimentazione da quei lavoratori prossimi alla pensione ma colpiti da crisi aziendali, rendendo flessibili i requisiti in base ai settori di appartenenza. Al vaglio dei tecnici anche la reintroduzione della Cigs per cessazione d’attività, con un sussidio tra 6 e 12 mensilità che tutelerebbe gli esodati fino al cambio di proprietà dell’azienda.

I primi passi concreti in tale direzione dovrebbero registrarsi con la futura legge di bilancio. Per i primi pensionamenti con le nuove regole, invece, bisognerà attendere il 2019.

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Redazione La Clessidra

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