Ambiente, Costa: «A settembre una legge sulla tutela del mare dalle plastiche»

legge sulla tutela del mare

Foto: La Nuova Sardegna

Stretta sulla plastica usa e getta, collaborazione dei pescatori e incentivi per i comportamenti virtuosi: questi i cardini della legge sulla tutela del mare dalle plastiche che il ministro intende approvare entro settembre.

È risaputo che la plastica sia un materiale altamente inquinante, i cui effetti sull’ambiente e sull’ecosistema sono distruttivi. Ecco perché il ministro Sergio Costa, ospite della trasmissione “L’ultima spiaggia” su Rai Radio1, lo scorso 25 agosto ha annunciato l’arrivo di una legge sulla tutela del mare dalle plastiche.

Secondo il ministro dell’Ambiente saranno tre i capisaldi della legge di iniziativa governativa. Innanzitutto, si porrà una stretta sulla plastica usa e getta, «come ad esempio stoviglie, piatti e bottiglie. Si tratta di favorire chi non le usa attraverso la leva fiscale. Il cittadino ha un vantaggio perché spende di meno a parità di prodotto, ma anche l’azienda ha un credito di imposta. I fondi per cominciare il percorso li ho anche trovati, utilizzando il sistema dei fondi rotativi».

Il secondo pilastro riguarderà la plastica che già si trova nelle nostre acque e che, oltre a inquinare il mare, spesso porta alla morte quei pesci che vi rimangono incastrati o la scambiano per cibo. A essere coinvolti in prima persona, ha affermato Costa, saranno i pescatori. «Il 50% di quanto tirato su dalle reti è plastica. Visto che i pescatori non sono trasportatori di rifiuti, in base alla norma attuale la devono gettare. La nuova legge permetterà loro di portare questa plastica alle isole ecologiche nei porti».

Infine, il ministro intende incentivare comportamenti virtuosi da parte del cittadino offrendo in cambio un vantaggio economico. Nel provvedimento si parlerà delle macchinette mangiaplastica, «che consentono al cittadino di ottenere un beneficio economico ogni volta che inserisce una bottiglia, uno o due centesimi da spendere in un supermercato». Proprio di questo si discuterà nell’incontro della prossima settimana tra il ministro e i consorzi di riciclo.

La proposta del ministro si pone in continuità con il piano avviato dalla Commissione Europea lo scorso maggio, che prevede la progressiva eliminazione dei prodotti di plastica usa e getta e una serie di incentivi per la produzione di prodotti meno inquinanti. Il piano sarà valutato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio presumibilmente entro la primavera 2019. A quel punto dovranno essere i singoli Stati a recepire la normativa. Secondo le stime della Commissione, in questo modo si eviterebbe l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente e si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente di 22 miliardi di euro entro il 2030.

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Redazione La Clessidra

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