Istruzione, Bussetti: «A settembre la nuova riforma dell’esame di maturità»

esame di maturità

Foto: Sky TG24

Il ministro dell’Istruzione annuncia una riforma dell’esame di maturità volta a dare centralità alle materie di competenza. L’intervento, di cui ancora non si conoscono i dettagli, dovrebbe essere presentato a settembre.

Ancora novità in arrivo per il mondo della scuola. Intervistato dal quotidiano La Stampa, il ministro dell’Istruzione Bussetti ha annunciato una nuova riforma che andrà a modificare l’esame di maturità che, ha assicurato, sarà presentata a settembre. «L’intenzione – ha spiegato Bussetti – è quella di ridare centralità all’esame sulle materie di competenza. Gli studenti infatti arrivano all’esame dopo un percorso di scuola superiore e, quindi, devono essere in grado di dimostrare tali competenze. In ogni caso le nuove modalità saranno comunicate alle scuole entro settembre». Al momento non si conoscono ancora i dettagli dell’intervento. «È un lavoro che stiamo facendo con gli uffici del ministero», ha precisato Bussetti. «Lo dettaglieremo a decisioni prese e, comunque, entro settembre».

Come riportato da Fanpage.it, le modifiche previste per l’anno scolastico che inizierà a settembre prevedono il passaggio dei crediti conseguibili nel triennio da 25 a 40 punti (12 il terzo anno, 13 il quarto e 15 il quinto). La prova invalsi sarà sostenuta nel corso dell’anno e influirà sull’ammissione all’esame, non più sulla valutazione complessiva. Per l’ammissione gli studenti dovranno aver frequentato per almeno tre quarti delle ore previste, preso parte alla prova invalsi, partecipato al progetto di alternanza scuola-lavoro, avere almeno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Come già anticipato in altre occasioni, nel corso dell’intervista il ministro ha ribadito che l’alternanza scuola-lavoro non sarà eliminata ma migliorata. Niente da fare anche per quanto riguarda il superamento della Buona Scuola promesso da Di Maio in campagna elettorale: Bussetti ha infatti assicurato che non intende «ricorrere a nuove riforme e ulteriori strappi, né è intenzione del governo stravolgere la Buona Scuola, ma i nodi emersi vanno affrontati e sciolti in modo condiviso».

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Redazione La Clessidra

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