Pensioni, Salvini: «Subito quota 100 con al massimo a 62 anni»

quota 100

Il leader della Lega assicura: «Con quota 100 in pensione al massimo a 62 anni (con 38 di contributi)». Resta il nodo coperture: solo nel 2019 la misura costerebbe 13 miliardi. A sistema il costo salirebbe a 20 miliardi all’anno.

Si avvicina la data di presentazione della legge di bilancio e Matteo Salvini torna a spingere sulle pensioni. Dopo aver parlato di una «quota 100 per tutti, senza paletti», il vicepremier è entrato più nel dettaglio della misura a cui stanno lavorando i tecnici della Lega. «Gli imprenditori mi chiedono di superare la legge Fornero», ha dichiarato Salvini ospite a Porta a Porta. «Faremo quota 100. Per me però il limite dei 64 anni (e 36 di contributi, ndr) è troppo alto. Io ho chiesto al massimo, ma al massimo, 62 anni (e 38 di contributi, ndr)».

Le parole di Salvini sono arrivate come un fulmine a ciel sereno, visto che le trattative con il M5S si basavano sulla prima ipotesi. A preoccupare sono soprattutto le coperture necessarie per sostenere l’intervento: come riporta Il Fatto Quotidiano, secondo le stime della società di ricerca Tabula la misura così intesa potrebbe costare ben 13 miliardi (al lordo delle tasse) solo nel 2019. A regime il costo salirebbe a circa 20 miliardi (al lordo delle tasse). Anche per questo il vicepremier ha ribadito l’intenzione di realizzare la pace fiscale per i redditi sotto i 100 mila euro. A suo dire questo dovrebbe produrre un’entrata di 20 miliardi, «e non di tre come ha detto Tria».

Ed è proprio il ministro dell’Economia a gettare acqua sul fuoco. «Le riforme annunciate dal governo hanno una prospettiva di legislatura», ha dichiarato al Forum di Cernobbio. «Quindi partiranno gradualmente, partiranno più o meno tutte con una prima fase, con un equilibrio che non è di tipo politico, ma un equilibrio che dipende dalla strategia di politica economica perché una riforma si regge anche sull’altra». Del resto, ha concluso Tria, «è inutile cercare 3 miliardi in più di deficit se poi ne perdiamo altrettanti sul mercato con il rialzo dei tassi sui titoli pubblici».

Non è chiaro invece se saranno previsti meccanismi di accompagnamento alla pensione per quei lavoratori precoci che, pur avendo maturato gli anni di contributi necessari al pensionamento, non soddisfano i requisiti anagrafici. Al momento, infatti, quota 41 pare esclusa da ogni previsione.

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Redazione La Clessidra

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