Il governo recepisce la direttiva che rende più semplice l’acquisto di armi

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Il decreto rende l’Italia uno dei primi Paesi europei a recepire la direttiva sull’acquisto di armi e munizioni. Ecco le principali novità.

Norme meno stringenti per l’acquisto di armi e munizioni. È quanto previsto dal decreto legislativo n. 104, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 agosto ed entrato in vigore il 14 settembre. Il decreto dà attuazione alla direttiva europea 17/853 e rende l’Italia uno dei primi Paesi ad applicarla.

Tra le altre cose, il provvedimento prevede che venga raddoppiato (da 6 a 12) il numero di armi sportive che è possibile detenere. Previsto inoltre l’aumento del numero di colpi consentiti: da 15 a 20 per le armi corte e da 5 a 10 per le armi lunghe. Diminuita, invece, la durata delle licenze di porto d’armi per la caccia a uso sportivo (da 6 a 5 anni). La denuncia di detenzione potrà ora essere fatta anche via email tramite un portale certificato.

Il decreto prevede anche l’estensione della categoria di “tiratori sportivi”, autorizzati a comprare armi di “tipo guerra” (come ad esempio Kalashnikov o R15), non solo agli iscritti alle Federazioni del Coni ma anche a quelli del tiro a segno nazionale e dei campi da tiro privati.

Il provvedimento ha immediatamente suscitato forti polemiche. Gli oppositori denunciano la facilità con cui, da ora in poi, sarà possibile acquistare armi. Accusano inoltre il ministro Salvini di aver ceduto alle pressioni della lobby delle armi dopo che, lo scorso 11 febbraio, l’allora candidato della Lega aveva firmato un documento in cui si impegnava formalmente «a rendere il meno restrittivo possibile il recepimento della direttiva europea».

Il decreto potrebbe avere conseguenze significative anche sulla riforma della legittima difesa, proposta dalla Lega e al momento ancora in fase di discussione in Parlamento.

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Redazione La Clessidra

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