Pd, Martina: «No a scioglimento del partito. Congresso e primarie a gennaio»

primarie a gennaio

La proposta di sciogliere e rifondare il partito lanciata da Matteo Orfini sembra non trovare seguito nel Pd. Martina conferma il Congresso e le primarie a gennaio, mentre Calenda invita a cena Renzi, Gentiloni e Minniti per discutere la linea da seguire nei prossimi mesi.

Si riaccende il dibattito interno nel Pd. È Maurizio Martina a rispondere alla proposta di Matteo Orfini di sciogliere il partito per poi rifondarlo: «Più che di scioglimenti del Partito Democratico o di rinvii del Congresso – ha dichiarato il segretario alla festa dell’Unità di Genova – facciamo invece tutti un passo avanti per il futuro, nel segno della giustizia sociale e della solidarietà. Il Pd deve lavorare sui territori, chiamare le persone che vogliono costruire con noi l’alternativa a questo governo». Quindi l’annuncio: «Il Congresso ci sarà. Faremo le primarie a gennaio».

È lo stesso Orfini a replicare a stretto giro: «Pensate davvero che noi possiamo ripresentarci con il Pd come funziona oggi? Tutti dicono di voler superare il correntismo e poi chiedono di fare subito un congresso basato su accordi tra correnti e filiere di tessere e preferenze. Bene, facciamolo. E il giorno dopo? Ricominciamo come sempre, con la minoranza che combatte la maggioranza, con un maggioritario interno distruttivo e divisivo? Pensate davvero che così la risolviamo? Beati voi».

Anche Carlo Calenda prova a dire la sua. L’ex ministro dello Sviluppo economico ha infatti invitato Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti a incontrarsi a cena per discutere del futuro del partito e dell’opposizione al governo M5S-Lega. È proprio l’ex premier a rispondere all’invito, a condizione che si escluda dal tavolo la carta del dialogo coi 5 Stelle. «C’è ancora qualcuno che pensa che dobbiamo fare l’accordo con i 5 Stelle che mettono in discussione i vaccini e mettono i bastoni tra le ruote a chi vuole creare posti di lavoro?», ha scritto su Facebook.

Il riferimento va al governatore del Lazio Nicola Zingaretti, al momento candidato unico alla segreteria, che si è detto pronto a dialogare con ex elettori Dem confluiti tra i 5 Stelle. «Il Pd deve smetterla col fuoco amico che troppe volte ha colpito e indebolito chi stava al governo», ha proseguito. «Ci sarà un congresso e chi lo vincerà avrà l’aiuto degli altri. Ma dopo sei mesi di analisi psicologica e di terapia di gruppo, possiamo iniziare a fare opposizione dura?» Del resto, ha concluso Renzi, «io penso che oggi il problema non sia il Pd. Questo Governo è il problema del Paese, non il Pd. La maggioranza parlamentare sta bloccando l’Italia, non l’opposizione».

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Redazione La Clessidra

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