Di Maio: «Con la pensione di cittadinanza mai più pensioni sotto i 780 euro»

pensione di cittadinanza

Foto: Ansa

Al termine del vertice che ha visto coinvolti Conte, Di Maio, Salvini e Tria, il leader del M5S è tornato sulla pensione di cittadinanza: «Nessun pensionato prenderà meno di 780 euro al mese». È polemica a distanza con il leghista Brambilla.

È durato tre ore il vertice che, nella giornata di ieri, ha visto coinvolti il premier Conte, i vice Di Maio e Salvini e il ministro dell’Economia Tria. Al centro del vertice la legge di bilancio, con la necessità di reperire le risorse per finanziare le misure promesse in campagna elettorale dai due leader rispettando il tetto dell’1,6% del deficit voluto dal titolare del Mef.

In particolare, il leader del M5S mantiene il punto sul reddito di cittadinanza. Sembra ormai certo che la legge di bilancio conterrà la pensione di cittadinanza, mentre per la riforma vera e propria bisognerà attendere almeno fino a primavera 2019. «D’ora in poi non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese», ha dichiarato Di Maio. «Ci sono dei pensionati minimi che in questo momento prendono 400 euro di pensione. A quei pensionati minimi noi stiamo dicendo: tutti coloro che vivono sotto la soglia di povertà, e prendono la pensione, devono avere almeno 780 euro al mese».

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Le critiche di Alberto Brambilla, esperto di sistemi previdenziali della Lega, non sembrano impensierire il vicepremier. «Qualcuno ha il coraggio di opporsi a questa cosa? Se lo prenda. Ma per quanto mi riguarda è nel contratto di governo. Brambilla parla a titolo personale. La pensione di cittadinanza è nel contratto di governo e lo sappiamo sia noi che la Lega».

Dal governo arrivano segnali incoraggianti. «Il vertice si è svolto lavorando in totale armonia», ha dichiarato al termine Giuseppe Conte. «È emerso l’obiettivo condiviso di provvedere a una profonda revisione della spesa, volta a massimizzarne l’efficienza attraverso il taglio degli sprechi. È stato affrontato anche il tema delle riforme strutturali in via di formulazione definitiva, con l’obiettivo di valutare l’incidenza di queste sulla crescita economica e su una dinamica della produttività che il Paese ha bisogno di far ripartire».

Parole ribadite anche dallo stesso Di Maio, per il quale «le scelte sulla legge di bilancio devono essere coraggiose e devono esserlo nell’interesse dei cittadini. La mia posizione – ha aggiunto il titolare del Mise – è ferma: vanno tagliati tutti gli sprechi, tutti i rami secchi, così come devono essere recuperate quelle risorse che, a oggi, vanno nella direzione sbagliata. Gli italiani si aspettano tanto da noi e noi non li deluderemo».

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Redazione La Clessidra

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