Fraccaro ha depositato la proposta di riduzione del numero di parlamentari

riduzione del numero di parlamentari

Foto: Lo Speciale

Sono stati presentati ieri dal ministro Fraccaro i due disegni di legge costituzionale per la riduzione del numero di parlamentari e l’introduzione del referendum propositivo.

AGGIORNAMENTO DEL 19/09

Il ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro ha depositato due disegni di legge costituzionale per la riduzione del numero di parlamentari e l’introduzione del referendum propositivo.

La proposta di Fraccaro prevede la riduzione a 400 Deputati e 200 Senatori e ha l’obiettivo di «snellire l’iter di approvazione delle leggi, allineare l’Italia al resto d’Europa visto che abbiamo il più alto numero di rappresentanti eletti e risparmiare 500 milioni di euro a legislatura».

Quanto al referendum propositivo, ha concluso Fraccaro, «gli italiani potranno essere parte attiva della vita politica, approvando le leggi che ritengono prioritarie ed esercitando un maggior potere di controllo sui loro rappresentanti. Sono i primi pilastri del cambiamento che stiamo realizzando per portare l’Italia nella terza Repubblica che vede al centro i cittadini e i loro diritti».

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Sarebbe stata raggiunta l’intesa tra M5S e Lega sulla riduzione del numero di parlamentari. Ad annunciarlo, nel suo intervento a Di Martedì, il vicepremier Luigi Di Maio. «Con la Lega noi ci capiamo sui fatti», ha dichiarato il leader pentastellato. «Stamattina abbiamo fatto una riunione e la settimana prossima presentiamo una proposta di legge costituzionale per tagliare 345 parlamentari». Mossa che, ha spiegato, dovrebbe portare a un risparmio di circa «100 milioni di euro» all’anno.

Il taglio del numero di parlamentari è stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. A luglio il ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, era intervenuto in tal senso. Rispetto a quella annunciata da Di Maio, la proposta del ministro prevedeva un intervento ben più drastico: la riduzione del numero dei rappresentanti dagli attuali 945 ai 600 complessivi (400 alla Camera e 200 al Senato).

Durante l’intervista, il vicepremier è tornato sul tema dei vitalizi. Dopo l’approvazione del ricalcolo alla Camera, il provvedimento si trova al vaglio del Senato che, se i lavori dovessero procedere regolarmente, si pronuncerà entro fine anno. L’approvazione del provvedimento si annuncia però complicata. Molti ex parlamentari hanno infatti minacciato una pioggia di ricorsi che, se accolti, potrebbero trasformare in un boomerang il provvedimento. Di Maio non sembra però preoccupato: «Hanno avuto il fegato di fare i ricorsi», ha commentato. «Gli tagliamo il vitalizio e gli lasciamo la pensione e hanno il coraggio di fare i ricorsi. Li facciano. Non mi spaventano».

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Qualora le due riforme dovessero essere approvate si tratterebbe di un importante risultato per il Movimento 5 Stelle. Pare accantonata, invece, la proposta di tagliare gli stipendi dei rappresentanti che, a due giorni dalle elezioni, il leader pentastellato annunciava come primo decreto in caso di vittoria.

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Redazione La Clessidra

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