Rai, via libera vota Marcello Foa. La parola va alla commissione

marcello foa

Foto: UrbanPost

Il Cda di via Mazzini ha nominato Marcello Foa alla presidenza. La riproposizione è arrivata dopo l’incontro ad Arcore tra Berlusconi e Salvini.

AGGIORNAMENTO DEL 21/09/2018

Con 4 sì, un no e un astenuto, il Cda Rai ha votato Marcello Foa come presidente della televisione pubblica. A questo punto la nomina passerà alla commissione di Vigilanza, che dovrà approvarla con maggioranza qualificata.

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Il governo ci riprova. A quasi due mesi dalla bocciatura di Marcello Foa a presidente della Rai (con la defezione di Pd, LeU e Forza Italia), nella giornata di ieri la Commissione di vigilanza ha dato il via libera alla risoluzione che avvia i lavori per l’individuazione del presidente della tv pubblica. Hanno votato a favore i rappresentanti di Lega, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Contrari Pd, LeU e Pier Ferdinando Casini. Astenuta invece Forza Italia.

La votazione si svolgerà venerdì 21 settembre. Ed è molto probabile che sia ancora una volta Foa il candidato alla presidenza Rai. Le operazioni dovrebbero concludersi a inizio della prossima settimana con l’audizione in Parlamento del neo-presidente. Una richiesta, questa, avanzata da Forza Italia dopo l’incontro di domenica tra Berlusconi e Salvini.

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Del resto l’astensione dei forzisti nel corso della prima votazione riguardava il metodo con cui Foa era stato proposto, non il merito. «Non potremo votare il candidato Presidente Rai indicato dal governo», aveva dichiarato Antonio Tajani. «Avremmo voluto un metodo completamente diverso da quello seguito visto che la legge prevede che non sia il governo a decidere il presidente ma il Parlamento attraverso la Commissione di vigilanza, perché il legislatore ha voluto che il presidente della Rai fosse un elemento di garanzia».

Le tempistiche della vicenda fanno però riflettere. È molto probabile infatti che il cambio di rotta di Forza Italia sia arrivato dopo la garanzia che la Lega correrà con il centro-destra alle elezioni in Abruzzo. Un do ut des per riavvicinare il Carroccio agli storici alleati di coalizione nonostante sia al governo con un partito rivale. Ipotesi del resto implicitamente confermata dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, per il quale «nella politica esistono sempre elementi di ricatto: li ha Salvini nei confronti di Berlusconi e Berlusconi nei confronti di Salvini».

 

Daniele

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