In vigore da ieri l’obbligo dei dispositivi antiabbandono per i bimbi fino a 4 anni

I trasgressori incorreranno in una sanzione amministrativa fino a 326 euro e nella decurtazione di 5 punti dalla patente.

seggiolini

Foto: Huffington Post

AGGIORNAMENTO DELL’8/11/2019

È entrato in vigore ieri, giovedì 7 novembre, l’obbligo di dotarsi di dispositivi antiabbandono per i bambini fino a 4 anni. Per favorirne l’acquisto, come anticipato dalla ministra De Micheli, nel dl fisco è stato istituito un contributo pari a 30 euro per ogni dispositivo. In caso di violazione della norma sono previste una sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente.

I dispositivi antiabbandono – si legge nel decreto – «dovranno attivarsi automaticamente e dovranno essere dotati di un allarme in grado di avvisare il conducente della presenza del bambino nel veicolo attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo (potranno essere dotati anche di un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o chiamate)». Potranno essere integrati all’interno del seggiolino oppure costituire una dotazione di base o un accessorio del veicolo.

AGGIORNAMENTO DELL’8/10/2019

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato il decreto che prevede l’obbligo di utilizzo dei dispositivi antiabbandono nei seggiolini per i bambini fino a 4 anni. Il provvedimento entrerà in vigore dopo l’inserimento del dl in Gazzetta Ufficiale, previsto per i prossimi giorni. Il provvedimento era stato adottato dall’allora ministro Toninelli e approvato al Senato nel settembre 2018.

Rispetto alla versione originale, la ministra De Micheli ha fatto sapere che sono allo studio agevolazioni fiscali per «favorire l’acquisto dei dispositivi, volti a scongiurare eventi tragici come quelli accaduti negli ultimi anni, e incrementare le relative risorse». Per chi non rispetterà l’obbligo di utilizzo dei dispositivi antiabbandono sono previste sanzioni che potranno arrivare fino al ritiro della patente.

ARTICOLO ORIGINALE DEL 22/09/2018

Il ddl è stato approvato al Senato in via definitiva. L’entrata in vigore della norma è prevista per il 1° luglio 2019.

La commissione Lavori pubblici del Senato ha dato il via libera al ddl riguardante l’obbligo di inserire i dispositivi di sicurezza nei seggiolini delle auto, così da impedire l’abbandono dei minori. Il provvedimento è stato proposto dal presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Già lo scorso 3 agosto, su iniziativa del ministro Toninelli, la commissione Trasporti della Camera aveva approvato in via di principio il testo del disegno di legge.

I seggiolini in questione sono dotati di un sensore capace di rilevare la presenza di un bambino a bordo. Qualora il bambino dovesse rimanere in auto dopo la chiusura delle porte, il sensore manderebbe una notifica allo smartphone del proprietario o alla chiave del veicolo. Tale dispositivo viene già usato da qualche tempo negli Stati Uniti.

Stando a quanto si apprende finora, l’obbligo riguarderà esclusivamente i conducenti di autovetture e autocarri e non si estenderà a pullman e pulmini. Per i trasgressori dovrebbero essere previste le stesse sanzioni in vigore per chi non allaccia la cintura o non usa i normali seggiolini (multa e decurtazione dei punti della patente). Paradossalmente, però, chi farà viaggiare i bambini senza seggiolino dovrebbe essere punito con la sola multa.

Il testo fin qui approvato non prevede incentivi fiscali per l’acquisto, che però sono stati annunciati dal ministro Toninelli. Tali dispositivi, infatti, hanno prezzi compresi tra i 150 e i 350 euro. Lo Stato, aveva annunciato il ministro dei Trasporti, dovrebbe garantire una detrazione pari a circa 200 euro.

Il provvedimento non sarà subito operativo. Dopo l’ok della commissione Trasporti il testo dovrà ricevere il parere favorevole delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera per poi ripetere i passaggi al Senato. A quel punto dovrà essere varato un decreto ministeriale. Dati i tempi tecnici, dunque, l’obbligo dovrebbe scattare verosimilmente a metà del 2019.

PROMESSA RISPETTATA (leggi QUI)

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Daniele

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