Il consiglio dei Ministri approva il decreto sicurezza: ecco cosa prevede

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Foto: Ettore Ferrari (ANSA)

Il consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il decreto sicurezza. Previsti l’abrogazione della protezione umanitaria, il prolungamento del trattenimento nei Cpr, più fondi per i rimpatri e norme più stringenti per il riconoscimento della cittadinanza.

Nella giornata di ieri il consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il decreto sicurezza fortemente voluto da Matteo Salvini. Il provvedimento si compone di tre titoli: riforma del diritto d’asilo e della cittadinanza; sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata; amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Così facendo, il ministro dell’Interno è riuscito ad accorpare i provvedimenti sull’immigrazione e quelli sulla mafia all’interno di un singolo decreto.

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Rifacendoci all’esaustivo elenco di Internazionale, di seguito riportiamo i principali punti del provvedimento, la cui approvazione era stata promessa da Salvini entro la fine dell’estate.

Abolizione della concessione della protezione umanitaria

Il decreto sancisce di fatto l’abrogazione della protezione umanitaria, che non potrà essere più concessa da questure, commissioni territoriali e tribunali. Al suo posto è previsto un permesso di soggiorno speciale destinato a specifiche categorie: vittime di violenza domestica o grave sfruttamento lavorativo, bisognosi di cure mediche, soggetti provenienti da zone colpite da contingente ed eccezionale calamità. Previsto, infine, un permesso di soggiorno per chi si sia distinto per atti di particolare valore civile.

In tal senso il decreto interviene per dare seguito alla circolare del ministero dell’Interno già varata nel corso dell’estate, che chiedeva ai prefetti di adottare criteri più stringenti per il riconoscimento di tale tutela (che, ricordiamo, nel 2017 è stata concessa al 25% dei richiedenti protezione internazionale).

Prolungamento del trattenimento nei Cpr

Passa da 90 a 180 giorni il limite massimo per il trattenimento dei migranti all’interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio (ex Centri di identificazione ed espulsione).

Identificazione dei richiedenti asilo

I richiedenti asilo possono essere trattenuti per un massimo di 30 giorni nei cosiddetti hotspot al fine di accertarne l’identità e la cittadinanza. Rimane valido il limite massimo di 180 giorni di permanenza nei Cpr. Gli irregolari possono essere trattenuti negli uffici di frontiera qualora non vi sia disponibilità nei Cpr.

Più fondi per i rimpatri

Il fondo per i rimpatri passa dai 500 mila euro del 2018 a 1,5 milioni nel 2019 e nel 2020.

Perdita della protezione internazionale e dello status di rifugiato

Il decreto estende l’elenco dei reati che comportano la revoca dello status di rifugiato o il diritto alla protezione internazionale. Tra gli altri ricordiamo violenza sessuale; produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti; rapina ed estorsione; furto; minaccia, violenza o resistenza a pubblico ufficiale. Prevista la revoca anche nel caso in cui il migrante torni nel proprio Paese di origine, anche se per un periodo di tempo limitato.

Limitazione dell’accesso allo Sprar

Possono accedere al sistema Sprar solo chi è già in possesso della protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati.

Stretta su registro anagrafico e cittadinanza

I richiedenti asilo non possono essere iscritti nel registro anagrafico né fare richiesta di residenza. La domanda di cittadinanza può essere presentata dietro pagamento (si passa da 200 a 250 euro) e può ora essere rigettata anche in seguito a matrimonio con cittadino italiano. È prevista la revoca, entro tre anni dalla condanna definitiva, per chi viene condannato per reati legati al terrorismo.

Estensione del daspo

Il divieto di accedere a manifestazioni sportive viene esteso a chi è indiziato per reati connessi al terrorismo. Quanto al daspo urbano, introdotto da Minniti, può essere applicati anche nei presidi sanitari, in aree nelle quali si svolgono fiere, mercati e spettacoli pubblici.

Via libera alla sperimentazione del taser

Il decreto stabilisce la sperimentazione del taser in dotazione alle forze dell’Ordine per i Comuni sopra i 100 mila abitanti

Braccialetto elettronico anche per lo stalking

Viene esteso il numero di reati punibili con l’allontanamento dalla famiglia. Previsto inoltre l’uso del braccialetto elettronico anche per i reati di maltrattamento domestico e stalking.

Criminalità organizzata e mafia

Infine sono previste una serie di norme volte a contrastare le organizzazioni criminali e mafiose. Tra le altre: reclusione da 1 a 5 anni per i subappalti; rafforzamento dello scambio di informazioni tra gli organi di polizia e le amministrazioni interessate dalla criminalità organizzata; possibilità di nominare commissari antimafia nei comuni in cui sono emerse irregolarità; reclusione fino a 4 anni e utilizzo di intercettazioni nei confronti di chi occupa immobili; riorganizzazione dell’agenda che si occupa della gestione dei beni confiscati alla mafia.

«Un passo avanti per rendere l’Italia più sicura», ha commentato il titolare del Viminale. «Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle forze dell’Ordine».

Soddisfazione è stata espressa anche dal premier Conte. Pur usando toni più sobri, il presidente del Consiglio ha spiegato che «non cacciamo dall’Italia dall’oggi al domani nessuno», ma che «andremo a rendere più efficace anche il sistema dei rimpatri, perché altrimenti il sistema crea una discrasia tra quello che deve essere e la realtà: se non governiamo la realtà, ci sopravanza».

Critiche le opposizioni. Maurizio Martina sostiene che il decreto produrrà «più insicurezza e più clandestinità, meno diritti e meno doveri». Pippo Civati si scaglia invece contro il Movimento 5 Stelle: «Proponevano Gino Strada presidente della Repubblica e sono finiti a votare il decreto Salvini sulla sicurezza. I 5 Stelle hanno così aderito all’estrema destra, trasformandosi in una costola del salvinismo». Estremamente critico anche il presidente della Camera Roberto Fico che, intervistato a Presa diretta, ha commentato così: «La sicurezza si costruisce tramite la costruzione di altri diritti, come quello all’istruzione, all’acqua pubblica, a vivere in una città sana. Prendere il tema solo dalla parte del bastone significa fare una politica securitaria e non di sicurezza».

PROMESSA RISPETTATA

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Daniele

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