Il Parlamento (non) decide sulle sanzioni all’Ungheria

Il Parlamento ha approvato una mozione di compromesso sulle sanzioni all’Ungheria, con la quale si chiede all’Unione Europea di verificarne la fondatezza. Passo indietro dei 5 Stelle, che all’Europarlamento avevano votato a favore delle sanzioni.

sanzioni all'Ucraina

Le sanzioni all’Ungheria di Viktor Orban imposte dall’Unione Europea spaccano il governo. Se all’Europarlamento M5S e Lega avevano votato diversamente (favorevoli i primi, contrari i secondi), non è andata molto meglio a Montecitorio. I due partiti hanno infatti votato una mozione di compromesso che impegna il governo ad attivarsi affinché «il Consiglio dell’Unione europea accerti che non siano venuti meno i motivi che si ritiene siano all’origine della procedura».

Il testo, approvato con 273 voti favorevoli, di fatto non aggiunge nulla a quanto già emerso finora. Il governo italiano si limita a chiedere che venga verificata la sussistenza delle cause di tali sanzioni e che, qualora queste non dovessero ravvisarsi, le sanzioni vengano sospese.

Il voto serve evidentemente a ricucire lo strappo tra i due partiti consumatosi al Parlamento europeo. Per la Lega, infatti, le sanzioni all’Ungheria sarebbero una violazione della sovranità del Paese. «Vogliamo garantire il rispetto dei principi dell’Unione Europea, ma anche la sovranità», ha dichiarato il deputato leghista Marco Maggioni. La deputata pentastellata Rosalba De Giorgi ha invece aggiunto: «Il Consiglio europei valuti la fondatezza delle sanzioni, l’Ungheria collabori».

Il Consiglio dovrà pronunciarsi a breve sulla questione: la prima data utile è l’11 ottobre. C’è attesa sul comportamento del premier Conte che, in occasione della precedente votazione, aveva assicurato che il governo italiano «non si sarebbe messo di traverso» alla decisione degli altri Paesi.

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Daniele

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