Il Pd in piazza contro il governo. Martina: «Abbiamo capito la lezione»

Circa 70 mila persone alla manifestazione del Pd in piazza del Popolo. Dal palco, Martina attacca il governo e si rivolge ai delusi di sinistra: «Ci avete dato una lezione. Più unità, più ascolto, meno arroganza». Renzi si dice pronto alla «resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini».

Pd in piazza

Foto: Corriere della Sera

Unità. È questa la parola che più di ogni altra rappresenta il significato della manifestazione del Pd che si è svolta ieri in piazza del Popolo a Roma. Una manifestazione a lungo annunciata contro le politiche del governo gialloverde, dalla gestione dei flussi migratori alla prossima legge di bilancio.

Secondo gli organizzatori, all’iniziativa avrebbero partecipato circa 70 mila persone. Oltre ai leader (Maurizio Martina, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda) e ai semplici militanti del Pd, sono scesi in piazza anche importanti esponenti della società civile. Ad esempio Federico Romeo, presidente del municipio di Valpolcevera a Genova dove si trova il ponte Morandi. Oppure la mamma che ha organizzato una raccolta firme per l’obbligatorietà dei vaccini. O ancora un operaio dell’Ilva.

La richiesta di unità è arrivata dal segretario Martina. «Come sempre la nostra gente ci sa stupire. Soffre e lotta, si mette in gioco e partecipa. Questa piazza è per l’Italia», ha affermato nel suo intervento. Quindi l’attacco al governo. «Se non ha dignità di tenere la posizione, vada a casa», ha detto rivolto al ministro Tria. Poi l’affondo verso Salvini per i 49 milioni di euro da restituire a rate, e a Di Maio per aver fatto «il cameriere» di Berlusconi sulla nomina di Foa alla presidenza Rai. Infine l’appello agli elettori di sinistra che, alle ultime elezioni, non hanno votato Pd. «Abbiamo capito. Adesso però dateci una mano. Ci avete dato una lezione. Allora più unità, più ascolto, meno arroganza e meno vanità».

L’ex segretario Renzi ha chiesto una lotta colpo su colpo. Una vera e propria «resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini». Graziano Delrio, da più parti indicato come possibile candidato renziano alle primarie, ha confermato di non voler partecipare alla competizione. «Va messa in campo una nuova classe dirigente», ha dichiarato. Dura la presa di posizione di Carlo Calenda, entrato nel Pd dopo le elezioni del 4 marzo ma già sul punto di tornare sui suoi passi. «Non mi presento come segretario di un partito che penso vada superato», ha affermato.

Per Nicola Zingaretti, al momento unico candidato alle primarie, il Pd ha perso «non perché abbiamo comunicato male, ma perché il Paese ha percepito la distanza siderale dalla loro condizione di vita. Questo non vuol dire arrendersi e scioglierci – ha concluso – ma aprire un processo di ricostruzione della dignità della sinistra. E questo è l’obiettivo primario del congresso».

A Milano, infine, il popolo delle magliette rosse è sceso in piazza contro il razzismo e l’intolleranza per la manifestazione organizzata da Anpi, Aned e I Sentinelli. Secondo gli organizzatori, oltre 25 mila persone si sono ritrovate in piazza Duomo per dire «stop all’intolleranza, alla xenofobia, al razzismo e ai rigurgiti neo fascisti».

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Daniele

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