Giustizia, Bonafede: «Serve una riforma per superare le correnti nel Csm»

Per superare le correnti nel Csm il ministro vorrebbe il sorteggio parziale dei membri. Contrari (quasi) tutti i magistrati: per l’Anm si tratta di una scelta incostituzionale che non migliorerà i servizi ai cittadini.

correnti nel Csm

Superare le correnti nel Csm. Questo l’obiettivo della riforma che il guardasigilli Alfonso Bonafede intende realizzare nei prossimi mesi. Del resto, ha spiegato il ministro della Giustizia in visita a Catania, «è scritto nel contratto di governo che si vuole pensare e ipotizzare un sistema elettorale per il Csm che possa combattere il fenomeno del correntismo. In questa intenzione credo di avere il consenso di gran parte dei magistrati e secondo me è sacrosanto portare avanti una battaglia di questo tipo».

Tra le ipotesi non si esclude il sorteggio parziale. «Sappiamo che non è possibile e nemmeno auspicabile un sorteggio integrale, prevederebbe una riforma della Costituzione, e quindi stiamo sicuramente studiando un sistema elettorale. Lo faremo non contro qualcuno ma a favore di tutti quei magistrati che ogni mattina lavorano seriamente per il buon funzionamento della giustizia, lo fanno nelle mille difficoltà in cui sono stati abbandonati nel corso degli anni da parte dei governi. Secondo me dare un segnale di questo tipo è fondamentale».

Le parole di Bonafede hanno immediatamente suscitato un coro di proteste. Contraria al sorteggio è l’Associazione nazionale magistrati, che definisce incostituzionale il sorteggio. «Nessuna compagine democratica e rappresentativa può essere scelta affidandosi al bussolotto o alla dea bendata, neanche gli organi più semplici, neanche i rappresentanti di classe degli alunni, figuriamoci un organo a rilevanza costituzionale come il Csm», ha dichiarato il presidente Francesco Minisci. «Si eviti di percorrere questa strada. Non sono queste le riforme che servono per migliorare i servizi ai cittadini».

Dello stesso parere anche Magistratura Indipendente, la corrente “di destra” dei magistrati. «Sicuramente si può discutere di riforma del sistema elettorale del Csm per eliminare le degenerazioni del correntismo e per modificare l’attuale legge elettorale che indubbiamente presenta alcune criticità», ha affermato il segretario generale Antonello Racanelli. «Manifesto però contrarietà al sistema del sorteggio, in primis perché contrario alla Costituzione che parla di componenti eletti e non sorteggiati, e poi perché contrario alla natura e alle funzioni del Csm». Area, la corrente “di sinistra” della magistratura, definisce il sorteggio «un rimedio peggiore del male» e «una soluzione demagogica».

Una apertura al metodo scelto da Bonafede per il superamento delle correnti nel Csm è arrivata da Roberto Carrelli Palombi, segretario di Unicost. «Constatiamo che il ministro Bonafede si sia riferito a un intervento sul sistema elettorale vigente, del quale da tempo abbiamo denunciato le criticità, proprio nel momento in cui si è addivenuti all’elezione di un vicepresidente con il voto determinante della maggioranza dei componenti togati».

Il riferimento va all’elezione del parlamentare del Pd David Ermini a vicepresidente del Csm. «Essendoci su otto membri laici soltanto un parlamentare eletto in questa legislatura», ha concluso Carrelli Palombi, «se i togati hanno ritenuto di individuare proprio in lui la guida sostanziale del Consiglio superiore della magistratura, vuol dire che hanno deciso di continuare a creare un legame con la politica».

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Daniele

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