Entra in vigore la riforma dell’esame di maturità: ecco le novità

Più crediti durante gli ultimi tre anni, valore non vincolante della prova invalsi, abolizione della terza prova. Queste le principali novità previste dalla riforma dell’esame di maturità approvata dal Miur. Resta il nodo dell’alternanza scuola-lavoro.

riforma dell'esame di maturità

Foto: Sky TG24

È stata ufficializzata lo scorso 4 ottobre la riforma dell’esame di maturità annunciata ad agosto dal ministro Bussetti. Le principali novità erano state già inserite nel decreto Milleproroghe, ma solo in questi giorni il Miur ha varato una circolare nella quale ha indicato cosa cambierà per gli studenti a partire dal giugno 2019.

La prima novità riguarda l’accesso all’esame di Stato. I crediti conseguibili nell’ultimo triennio passano dagli attuali 25 a un massimo di 40. Sarà inoltre abolita la terza prova. Per questo sarà necessario cambiare i punteggi di quelle rimanenti: gli studenti potranno ottenere massimo 20 punti con le prime due prove e altri 20 per il colloquio orale.

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Novità in arrivo anche per la prova Invalsi, che sarà svolta durante l’anno ma non sarà vincolante per l’accesso all’esame (come invece previsto dalla Buona Scuola).

Più ambiguo, invece, il passaggio riguardante l’alternanza scuola-lavoro. Nelle scorse settimane, il ministro Bussetti aveva affermato che la relazione sull’alternanza non sarebbe stata oggetto di valutazione per l’attribuzione dei crediti formativi. In riferimento al colloquio orale, tuttavia, la circolare rimanda proprio all’art. 17 comma 9 della Buona Scuola. Il quale stabilisce che «il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel periodo di studi».

Stando così le cose, dunque, l’alternanza scuola-lavoro non verrebbe di fatto superata (come promesso da Bussetti) ma continuerebbe a rimanere parte essenziale della valutazione degli studenti.

Obiettivo della riforma, aveva dichiarato il ministro, è «ridare centralità all’esame sulle materie di competenza. Gli studenti infatti arrivano all’esame dopo un percorso di scuola superiore e, quindi, devono essere in grado di dimostrare tali competenze. In ogni caso le nuove modalità saranno comunicate alle scuole entro settembre».

PROMESSA RISPETTATA

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Redazione La Clessidra

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