Francesco Boccia e Dario Corallo si candidano alle primarie del Pd

Uno è deputato del Pd, vicino a Michele Emiliano e sostenitore del dialogo con il M5S. L’altro è un esponente dei GD, ex collaboratore di Martina e vuole realizzare una rottamazione 2.0. Sono Francesco Boccia e Dario Corallo, i due nuovi candidati alle primarie del Pd.

primarie del Pd

Foto: Yahoo News

Dopo Zingaretti e Richetti, si aggiunge un altro nome ai candidati alle primarie del Pd. È quello di Francesco Boccia, deputato Dem vicino a Michele Emiliano, sostenitore del dialogo con il Movimento 5 Stelle. Dialogo che, in caso di vittoria, Boccia intende portare avanti perché «non è uno scandalo dialogare su alcune misure» e perché «il Pd deve avere l’umiltà di dire “tornate a casa” ai tanti elettori che si sentivano traditi e hanno votato per loro».

Dopo il fallimento della rottamazione, ha dichiarato il candidato al Corriere della Sera, il Pd deve tornare a parlare di lavoro. «Deve essere la nostra ossessione – ha dichiarato -. Puoi anche fare deficit, ma i soldi devi metterli tutti sull’aumento dei salari, riducendo il costo del lavoro. Di sinistra, oltre alle politiche ambientali, è anche fermare lo strapotere delle multinazionali del web».

Il principale errore del partito, ha proseguito Boccia, è stato pretendere di «spiegare a chi c’era prima come andava il mondo. E invece abbiamo portato il Pd al 18%. La dissoluzione del centrosinistra». «Se non ci riconnettiamo con le periferie, con i luoghi del disagio, della povertà, non torneremo più a essere credibili».

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Oltre a Francesco Boccia, anche il dirigente dei Giovani Democratici Dario Corallo ha annunciato di volersi candidare alla segreteria del partito. Giovane, laureato in filosofia, già collaboratore di Maurizio Martina, Corallo intende portare avanti una rottamazione 2.0. «La delusione e il senso di nausea dell’attuale classe dirigente del Pd è in grado di ricomporre un popolo», ha scritto su Facebook.

«Sono 6 mesi che aspettiamo che qualcuno si renda conto che abbiamo preso il 18% – ha spiegato -. È inutile dire “abbiamo capito” se poi ci prepariamo a celebrare congressi con gli stessi che hanno distrutto tutto. Prima di qualsiasi proposta di qualsiasi slancio occorre dirci con chiarezza che è necessario un azzeramento di ciò che il Pd è stato fino a oggi».

Redazione La Clessidra

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